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La verità sul parcheggio Talete. Il Comune deve restituire alla Regione 10 milioni di euro

Di sindaci incapaci, dissacratori, a Siracusa ne abbiamo avuti tanti nella storia contemporanea della città, anche più accentuati in quella recente; per carità divina non vogliamo essere censori da condannare niente e nessuno per responsabilità passate o per colpe presenti. 

Solo la verità, libertà di pensiero, senza offesa personale per nessuno. Sindaci negativi che non sono riusciti a promuovere il territorio Siracusano, salvo poche eccezioni, quelle pratiche necessarie a coniugare sviluppo urbano, sostenibilità ambientale e conti economici.

E’ mortificante assistere un’Amministrazione navigare a vista o portare avanti piccoli progetti delle scorse amministrative, come l’attuale primo cittadino. E’ mortificante mentre progetta qualcosa e poi scoprire che ha cambiato idea. E’ ignobile come questo balletto venga presentato come il frutto di un ragionamento in assenza di un dibattito democratico, cioè del Consiglio decaduto quando in fondo è solo la triste manifestazione dell’incapacità del sindaco Italia di guardare la progettualità di Siracusa del futuro. 

Le disgrazie, qualcuno asserisce, iniziarono con la demolizione della «magnifica superba» porta Ligny (o porta Ligne) antica porta militare borbonica che regolava l’accesso all’isola di Ortigia, a Siracusa. Si trovava in prossimità dell’odierno Ponte Umbertino, tra Piazza delle Poste e il lungomare della Darsena, lato Ortigia. La demolizione nel 1893 sotto l’egida del sindaco di allora Alessandro Statella, periodo dal 1890 al 1894. Ampiamente il preside prof. Salvatore Russo ne ha riferito nella relazione dal titolo «Quello che non fecero i barbari» l’hanno fatto i Siracusani, aggiungiamo noi.

Lo sventramento del centro medievale che cambiò il volto di Ortigia, Siracusa si adeguò all’ideologia fascista come il resto d’Italia e venne realizzata un’arteria stradale di forte richiamo: prima via Del Littorio e poi Corso Matteotti, erano gli anni ’30 con il podestà Lorenzo Toscano, la cui figura sostituiva il sindaco.

Successivamente il conflitto mondiale, dal 1946, ritorna la figura del sindaco e fino all’anno 1993 (cosiddetta prima repubblica) si sono susseguiti ogni anno figure nuove, come primo cittadino, senza realizzare una programmazione territoriale, di fatti è di apprendimento comune che la città è cresciuta male a macchia di leopardo, senza una visione omogenea strategica. 

Dissacratori e disfattisti, ogni sindaco eletto da una cordata di manipolatori ha portato avanti le corporazioni speculative ai danni della città e i cittadini ignari che l’hanno votato. Il periodo come qualcuno asserisce, più nefasto è stato quello democristiano, ogni sei mesi o un anno veniva eletto un nuovo sindaco, vita breve ebbe Concetto Lo Bello durò 5 mesi, si dimise per contrasti interni alla Dc. L’abusivismo edilizio ha flagellato tutto il territorio nonché tutta la parte costiera fino a Fontane Bianche in assenza come detto senza una politica del territorio e la mancanza di un Piano Regolatore generale. 

I Siracusani apprezzarono la legge speciale della Regione per Ortigia ad opera di Santi Nicita che iniziò a dare i primi risvegli nel centro storico.

La vicenda «Parcheggio Talete, quella struttura criminosa da spazzare o riqualificare…» era il titolo di un mio articolo pubblicato lo scorso dicembre.

La Marinella, a «marinedda», «u Taliu», oggi parcheggio Talete, venne realizzata intorno al 1893, dopo l’abbattimento delle muraglie spagnole. Era una passeggiata a mare, di fronte al carcere Borbonico, edificato nel 1849.

Negli anni ’80 viene pubblicato un bando pubblico per realizzare una nuova via di collegamento tra Ortigia e la terraferma, una «via di fuga» in caso di terremoti. Si pensò alla realizzazione di un tunnel sottomarino, idea che venne esclusa per fare posto ad un collegamento a raso con due parcheggi: allo Sbarcadero santa Lucia e al Talete.

La proposta dette avvio all’utilizzo dei fondi della Regione: 20 miliardi di lire. L’opera prevista in origine il cui progetto risale alle giunte comunali degli anni ’80 con l’appalto concorso ai tempi dell’amministrazione Fausto Spagna (la cui sindacatura durò due anni ’84-86), e il finanziamento negli anni ’90, non fu mai realizzata. Ma solo l’opera accessoria prevista nel progetto: il solo parcheggio Talete inaugurato dal sindaco Marco Fatuzzo (il primo cittadino della cosiddetta seconda repubblica, elezione diretta dei cittadini).

L’amministrazione di centrosinistra, sindaco Marco Fatuzzo, aveva ereditato il progetto di quell’opera (legata alla vicenda del tunnel) ma non ebbe il coraggio d’impedirne l’orribile esecuzione. Ma la politica inconcludente di allora propose di realizzare il parcheggio Talete scaturendo automaticamente il contenzioso con la Regione siciliana che rivuole adesso indietro a ben ragione il maxi finanziamento di 30 anni fa. 

La successiva amministrazione di centrosinistra, sindaco Enzo Dell’Arte, si trovò subito tra le mani la patata bollente di quel parcheggio, motivo di sacrosante polemiche e proteste; ma ebbe vita amministrativa breve e fu sfiduciato in Consiglio dalla componente politica maggioritaria di Fausto Spagna. E’ storia.

Dopo Dell’Arte e lo scioglimento del consiglio comunale, alla fine del 1999 venne eletto per il primo mandato sindaco Giambattista Bufardeci, con un momento inconcludente, con l’arrivo del centrodestra il parcheggio, continuò a rimanere, inutilizzato; quasi quattro anni dopo la nascita della giunta Bufardeci, nell’estate del 2003 fu avviato il servizio a pagamento del parcheggio affidato alla società Ge.Pa. la quale, a distanza di pochi mesi, rifiutò l’incarico a causa della resistenza della cittadinanza a posteggiare le auto.

Dopo rinvii per diversi lustri il tribunale di Palermo a luglio del 2019 ha emesso la sentenza che rigetta la proposta dal Comune di Siracusa contro la revoca del finanziamento di 10 milioni di euro concesso dalla Regione all’Amministrazione per la questione giudiziaria Talete. 

Ricordiamo che il Comune ha incassato dalla Regione indebitamente il finanziamento senza realizzare il collegamento Ortigia-terraferma con i relativi due parcheggi.

Sono dolori se questa sentenza dovesse diventare esecutiva, l’Amministrazione potrebbe ricorre ad alcune ipotesi da intraprendere: proporre ricorso contro la sentenza di accertamento provando a giustificarsi nei giudici la bontà delle proprie azioni e l’altro di trovare un accordo transattivo bonario con la Regione per cercare di alleviare la cifra esosa che rischierebbe di anticipare il Comune nel default.

Da sindaci in sindaci incapaci a Siracusa ne abbiamo avuti tanti, pullulano, nella storia contemporanea della città e il rischio che la collettività paghi costantemente gli errori di tali soggetti di cui si è fidata.

La patata bollente sicuramente passerà al nuovo sindaco, speriamo capace di risolvere questa questione nonché di rilanciare nell’orbita dello sviluppo economico Siracusa. Ai posteri l’ardua sentenza.

Un sorriso,
Joe Bianca