Adesso i Siracusani dovrebbero chiedere spiegazioni al Sindaco giubilante. Siracusa rimane ultima in classifica tra le città italiane
In verità, è giusto che si faccia chiarezza fra le colpe che derivano dalla debolezza della nostra classe politica e quelle che derivano dalla scarsa informazione, pigrizia dei siracusani buontemponi che si lasciano suggestionare dalla bella presenza o da personaggi da fuori distretto, anziché valorizzare personalità locali. Occorre sfatare il mito ‘nemo profeta in patria’. Sfatare un mito in una città che ha dato tanto ma che negli ultimi trent’anni ha vissuto il declino di un fallimento politico al Vermexio.
Nello scorso mese di luglio veniva annunciato che, dal Programma nazionale della qualità dell’abitare (Pinqua), promosso dal Ministero per le infrastrutture, sarebbero arrivate in Sicilia ingenti risorse per la riqualificazione delle aree urbane degradate. L’on. Paolo Ficara comunicava, in tal senso, che l’Alta Commissione che si era occupata di selezionare le proposte, ne aveva giudicate ammissibili due che riguardavano la nostra città, per 28 milioni circa. Sin qui, tutti felici e contenti.
Il sindaco pro-tempore Francesco Italia si era naturalmente affrettato a consuete note di giubilo per essere riuscito a realizzare un “obiettivo centrale per la città che doveva garantire lavoro, dignità ed una migliore qualità della vita per centinaia di cittadini”. Addirittura con pomposa conferenza stampa, in cui si autopladiva la “programmazione e la visione di sviluppo” della sua lungimirante Amministrazione.
Ed ecco la doccia fredda di questi giorni di ottobre: i due progetti presentati dal Comune, per i quali il sindaco Italia si autopromuoveva, non sono stati ammessi. In una parola «bocciati». Non arriveranno i 28 milioni di euro che secondo il sindaco avrebbero sviluppato le periferie e garantito lavoro e dignità a centinaia di concittadini.
Adesso i Siracusani dovrebbero chiedere spiegazioni al Sindaco giubilante, nonostante il ricorso alla Facoltà di Architettura ed a professionisti esterni per sviluppare ed elaborare i progetti, la città ha perso la possibilità di utilizzare ingenti investimenti, 28 milioni di euro, per favorire sviluppo ed occupazione. Sarà il popolo a decidere nelle urne.
Un sorriso,
Joe Bianca