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Concerti al Teatro greco, sdegno profitto elettorale

Il dibattito sull’utilizzo del Teatro greco per essere usato per i concerti vede pareri contrastanti; a  favore dell’iniziativa l’amministrazione comunale (per fini propagandistici con le elezioni alle porte) e la direzione Parco della Neapolis presunta ostaggio dalla politica. Per il direttore del Parco: ‘il teatro è troppo fragile ma la città ha fame di eventi’.

L’amministrazione comunale giustifica i sei live della stagione 2022 che avrebbero prodotto un incasso lordo di 1,4 milioni di euro con 30.000 spettatori (numeri a caso?), con richiamo di pubblico “non residente” (55%), presenze che hanno prodotto un indotto economico tra ristorazione, ricettività e trasporti valutato attorno ai 9 milioni di euro (numeri a caso?).

L’intelligenza manipolatrice è la capacità di servirsi del pensiero per influenzare il mondo esterno ai propri fini; la ragione è invece la facoltà di riconoscere le cose come sono, indipendentemente dal loro valore e dal pericolo che costituiscono per noi. La ragione tende all’identificazione di cose e persone per quelle che sono, non deformate dal nostro oggettivo interesse per loro.

«C’è bisogno di chiarezza», dice Paolo Giansiracusa, in un post su facebook negli amici di Joe Bianca: «L’Amministrazione Civica nasconde alla città qual è il vero problema degli spettacoli estivi. Poiché nessuno degli interessati viene allo scoperto sento la responsabilità di rendere consapevoli del problema i miei concittadini».

Ed ancora: «Tirare in ballo ogni volta il Teatro Greco nuoce alla storia, alla cultura, alla politica. Nuoce persino ai fruitori e ai protagonisti perché sono costretti a ingessarsi in uno spazio che per la sua fragilità non è idoneo allo spettacolo leggero».

«Il Teatro Greco per sua natura non si presta ad accogliere l’entusiasmo di masse festanti» aggiunge Giansiracusa. «E’ troppo delicato e poi, come si direbbe per un anziano, ha un’immagine da difendere e tramandare. Il Teatro è il Santuario di Dioniso, un luogo di ascolto e meditazione, di riflessione e silenzio.  Infine: «Pertanto non si dica che gli spettacoli di musica leggera a Siracusa non si possono fare perché non c’è la disponibilità del Teatro Greco.

Si abbia il coraggio di ammettere che le difficoltà sono legate alla mancanza di spazi attrezzati. Ognuno si assuma le sue responsabilità; il siracusano sa comprendere dove sono le manchevolezze».

Come si ricorderà anche lo scorso anno era divampata la rovente polemica pubblica a seguito dell’autorizzazione a svolgere al Teatro Greco spettacoli pop. Le ragioni della polemica, ispirata dalla preoccupazione che un uso scriteriato del teatro potesse danneggiarlo, sono state condivise da Mariella Muti, già soprintendente ai beni culturali, la quale non ha esitato a dire che “il Teatro Greco è a rischio e deve essere restaurato”, dall’archeologo Fabio Caruso che ha evidenziato il pericolo di un “impatto aggressivo degli spettacoli sullo stato di salute del teatro” e soprattutto dall’ autorevolissimo petrografo Lorenzo Lazzarini, già docente all’Università di Venezia, uno dei maggiori esperti di pietra antica, nonchè componente della task force che si occupa della manutenzione dell’Acropoli.

Lazzarini, senza giri di parola, ha affermato che “è a rischio l’integrità del Teatro Greco e che occorre fare senza indugi un restauro straordinario e successivamente periodiche manutenzioni ordinarie”. Peraltro il professore Lazzarini dieci anni fa ha fatto avere all’Inda un documento scientifico che contiene alcune indicazioni sulle cose da fare».

Il giornalista Massimiliano Perna anche lui su facebook è più diretto contro l’amministrazione Italia: «In una recente intervista il sindaco di Siracusa, davanti alla mia domanda sull’allarme sollevato da bravissimi archeologi, mi disse che gli archeologi avrebbero dovuto spiegargli il perché i concerti sarebbero dannosi per il teatro».

La problematica è molto complessa per essere affrontata in poche battute insiste Perna: «Il problema è che glielo hanno spiegato bene e pure più volte. Ma evidentemente lui e il suo assessore alla Cultura, dando per scontato che sono dotati dell’intelligenza per capire, non vogliono capire. E nemmeno ascoltare. Così come una parte della città, che si fa drogare dal sempre funzionante panem et circenses» elettorale per poi cadere sempre nello stesso errore. Come recita una locuzione latina ‘errare humanum est, perseverare autem diabolicum’.

Salvo Salerno riportava in una nota trascorsa: «Il sindaco, in campagna elettorale, prima chiede l’autorizzazione a se stesso e se la dà, mentre il direttore del Parco non ha diritto di voto. Poi lo scorso anno ci mette anche 75.000 euro di fondi comunali. Ed ecco i concerti al Teatro Greco voluti dal sindaco e dall’assessore, panem et circenses di una cittadinanza gaudente, ma sempre più povera ed ebetizzata».

E non dato sapersi quest’anno, il sindaco abbia finanziato i live in programmazione, sicuramente la doppia cifra del 2022 per un totale di 250.000 euro complessivi tanto da potere sistemare oltre 25 strade con buche stratosferiche e marciapiedi sconnessi inclusi. Ma i suoi peones lo giustificano e lo votano. Complimenti ai siracusani che poi sono quelli che si lamentano sempre del disastro della città.

La Cavea del Temenite e le rappresentazioni delle tragedie di Eschilo, Euripide e Sofocle sono un binomio inscindibile da oltre un secolo: se vogliamo perpetuarlo nel tempo, dobbiamo essere consapevoli della necessità di effettuare senza ulteriori indugi gli interventi di restauro e alla sua conservazione.

La. Cultura non è l’erudizione, ma è lo sviluppo della capacità di amare.

Infine, per legge c’è il divieto di comunicazione istituzionale.

Si ravviserebbe reato per tutte le pubbliche amministrazioni, nel periodo che intercorre il periodo elettorale con la data fissata per Siracusa per le elezioni: 28 maggio 2023 l’amministrazione non pouò svolgere attività di comunicazione istituzionale (legge 22 febbraio 2000, n. 28). Il divieto riguarda anche la comunicazione effettuata mediante l’utilizzo dei siti web e degli account istituzionali dei social media. Fanno eccezione al divieto le attività di comunicazione “effettuate in forma impersonale ed indispensabili per l’efficace assolvimento delle proprie funzioni”. L’obiettivo è quello di evitare che l’attività di comunicazione istituzionale delle pubbliche amministrazioni si intrecci con l’attività di propaganda elettorale e che gli eletti uscenti possano utilizzare una posizione di vantaggio istituzionale, derivante dal loro ruolo di amministratori in carica, anche nel rispetto del principio, dettato dall’articolo 97 della Costituzione, dell’imparzialità dell’azione dei pubblici uffici.

Si fa presente che gli amministratori uscenti, se candidati alle elezioni, possono svolgere attività di propaganda elettorale al di fuori dell’esercizio delle proprie funzioni istituzionali.

«Verso le amministrative 2023». Inizio editoriali: Rivoluzione culturale nr. 33 (avvio pubblicazione il 12 giugno). A tal proposito vi invitiamo a consultare e seguire attivamente la pagina facebook e cliccare ‘Mi piace’ https:// www.facebook.com/joebiancasr.

Un sorriso,
Joe Bianca