Il Comune di Siracusa s’inabissa come il Titanic (non in collisione con un iceberg) in balia dei debiti e delle onde mortali del default, delle scelte sbagliate dei sindaci, del mancato buonsenso, del carattere permaloso, lunatico e umorale ecc. Siamo in una tempesta economica tropicale che fa il paio con il fenomeno atmosferico di questi giorni con venti di burrasca, con i Siracusani inferociti con l’attuale Amministrazione incompetente ed altre del passato degli ultimi sindaci: Bufardeci, Visentin, Garozzo e per finire Italia nel gestire l’emergenza del parcheggio Talete che il Comune dovrà sborsare 10 milioni di euro e adesso la mazzata del Cga che condanna l’Amministrazione aretusea a dover corrispondere all’impresa Igm Rifiuti industriali srl la somma di 10 milioni 767mila 770 euro più Iva.
Chi potrà fermare la discesa dei ‘barbari politici’ dell’incertezza e dell’incompetenza a Palazzo Vermexio? Che Dio ce la mandi buona!
Della vicenda dalla stupidità umana del parcheggio Talete ne abbiamo parlato nell’articolo precedente ma per quanto riguarda invece quest’altra tegola dell’IGM, la sentenza del CGA parla chiaro dove testualmente è scritto: «Il ricorso per l’ottemperanza alla sentenza n. 158/2020 deve essere accolto, visti i contenuti della stessa pronuncia con cui sono stati in larga parte confermate le sentenze del TAR di Catania ed in particolare le determinazioni dell’ammontare, data anche dapprima la totale inerzia del Comune di Siracusa e quindi l’intempestiva contestazione di dati contenuti dalla sentenza di del Consiglio di giustizia amministrativa da ottemperare».
Sempre nella sentenza del CGA riportiamo integralmente: «Nel far ciò Codesto Ecc.mo Consiglio ha comunque respinto le ultime argomentazioni difensive del Comune, secondo cui all’impresa potrebbe essere riconosciuta solamente la revisione applicativa dell’indice dell’ISTAT, e non anche il maggior costo del lavoro. E’ stata parimenti respinta la richiesta dell’impresa di utilizzare, in luogo del criterio proposto con la relazione finale dei CC.TT.UU., il modello di calcolo revisionale contenuto nell’art. 16 del capitolato del già citato appalto comunale del 2015, ritenendo di dover utilizzare – per la rimozione delle predette duplicazioni – l’impostazione proposta dai consulenti d’ufficio».
La sentenza del Cga di Palermo a cui l’azienda siracusana è rivolta all’ottemperanza della precedente sentenza dello stesso organo amministrativo dello scorso anno. La vicenda è legata al mancato aggiornamento del canone per la gestione del servizio di raccolta dei rifiuti.
Il comune, (periodo amministrazione Bufardeci per intenderci) con contratto del 15 gennaio 2003 aveva affidato all’Igm Ambiente la concessione del servizio di igiene urbana, comprendente i servizi relativi alle attività di spazzamento, raccolta e trasporto dei rifiuti urbani, raccolta differenziata, disinfezione, disinfestazione e derattizzazione. Il rapporto contrattuale quinquennale era proseguito alle stesse condizioni, mediante successive proroghe, adottate dall’aprile del 2011 (periodo amministrazione Visentin) con ordinanze contingibili e urgenti e ciò, anche a seguito del subentro per cessione di ramo aziendale della Igm Rifiuti Industriali.
La Igm Ambiente ha proposto al Tar un primo ricorso contro il Comune in cui lamentava il mancato aggiornamento del canone per l’ampliamento dei servizi. Il Comune si era costituito in giudizio, contestando le tesi della ricorrente. Con successivo ricorso allo stesso Tar sono stati impugnati l’ordinanza sindacale contingibile e urgente, con la quale l’allora sindaco aveva ordinato alla Igm la prosecuzione dei servizi di igiene urbana dal primo aprile fino al 30 settembre 2011 (periodo amministrazione Visentin) e la determina dirigenziale che aveva previsto la permanenza delle condizioni stabilite nel contratto.
L’azienda ha rappresentato l’incongruità del compenso a fronte di servizi decisi nel 2003 e del tutto superati, chiedendo la condanna del Comune al pagamento, a titolo risarcitorio, della somma di 2milioni 600mila euro. E’ seguito un terzo ricorso e dodici atti di motivi aggiunti, con i quali erano state impugnate le proroghe del servizio disposte dall’amministrazione a partire dal primo aprile 2012 fino al 31 dicembre 2016 (periodo amministrazione Garozzo).
Il Cga ha accolto, adesso, la richiesta dell’Igm di ottemperare al pagamento entro sessanta giorni. Nel caso d’inottemperanza, il collegio ha già nominato un commissario ad acta, il direttore generale della direzione generale Cura del Territorio e dell’Ambiente della Regione Emilia Romagna che dovrà prendersi cura affinché il comune di Siracusa corrisponda all’impresa Igm Rifiuti industriali srl la somma di 10 milioni 767mila 770 euro più Iva. Con il ‘suicidio’ salasso economico collettivo di tutti i Siracusani che hanno dato il loro consenso elettorale ai sindaci vecchi e nuovi sprovveduti.
Intanto l’on.le Giambattista Bufardeci si discolpa e lo fa con una nota che puntalizza: «La mia amministrazione ha avuto il merito, interrompendo una serie di proroghe, di bandire una gara pubblica europea avente ad oggetto la concessione del servizio di igiene urbana, comprendente le relativi attività di spazzamento, raccolta e trasporto dei rifiuti, raccolta differenziata, disinfestazione, disinfezione e derattizzazione. La procedura di gara si è conclusa, senza alcun contenzioso, con l’aggiudicazione dell’appalto alla società Igm Ambiente srl. E’ stato quindi stipulato nel gennaio 2003 il relativo contratto della durata di cinque anni, così come previsto nel bando. Il 1° marzo del 2008, sostanzialmente coevamente alla scadenza del suindicato contratto e ben prima del decorso dell’ulteriore anno di servizio previsto, mi sono dimesso dalla carica di sindaco della nostra città e pertanto è di solare evidenza che tutti i successivi provvedimenti e giudizi, che sono quelli oggetto delle sentenze di condanna del Comune, sono assolutamente estranei alla mia amministrazione».
Un sorriso,
Joe Bianca