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Perso il finanziamento di oltre un milione di euro per la Zona Artigianale a Siracusa

Lo sviluppo di un territorio passa anche dal progetto per la realizzazione della Zona Artigianale nel capoluogo. Un lavoro sinergico tra Amministrazione comunale e associazioni d’imprese come il CNA Siracusa. L’importanza dell’iniziativa affinché i segnali di ripresa del tessuto produttivo possano trasformarsi in fattori di crescita, sostenuti dalla necessaria sinergia tra P.A. e imprese su obiettivi comuni e da investimenti puntuali di risorse regionali e comunitarie in uno a misure di fiscalità di vantaggio destinate all’insediamento. In questo contesto dal Patto Territoriale quale espressione del partenariato sociale, consistente nell’accordo tra più soggetti (enti locali, soggetti pubblici operanti a livello locale, rappresentanze locali delle categorie imprenditoriali, soggetti privati) per l’attuazione di un programma di interventi specifici risorse destinate dal CIPE riservate esclusivamente ai patti attivabili nelle aree depresse.

Il Patto Territoriale aveva destinato per la creazione della Zona Artigianale di Siracusa la somma di oltre un milione di euro. Il Patto territoriale è divenuto sempre più uno strumento di incentivazione alle imprese su base valutativa e concorsuale. Da parte dell’Amministrazione comunale la risposta è stata evanescente, insufficiente per dare consistenza ad un progetto finanziato che avrebbe dato maggiore respiro e sviluppo all’artigianato siracusano. Un progetto al fine di assicurare l’efficiente ed efficace utilizzo delle risorse finanziarie per le aree sottoutilizzate investite nel Patto Territoriale.

Negli studi condotti dall’Amministrazione comunale aveva individuato un’area compresa tra lo svincolo autostradale Sud e contrada Tivoli. Una zona non condivisa dalle imprese componenti il Patto poiché molto distante dalla città per motivi pratici di sviluppo. Allora il Comune di Siracusa individua micro zone come quella dei Pantanelli, un’area frontespizio il centro commerciale ed un’altra in contrada Targia prospiciente a quella dell’ASI (tra l’altro in conflitto con la ZES, tema affrontato con dovizia di particolari ieri su Libertà). Micro aree senza un progetto concreto di insediamento produttivo e senza una lottizzazione che potesse permettere l’inclusione di richieste di privati per dare corso alla tanto auspicata attività di sviluppo. Il Patto Territoriale acquisito le proposte inconsistenti dell’Amministrazione Comunale di essere titolare una zona artigianale, sposta l’interesse dell’investimento nel centro di Sortino dove anche qui c’è un manifesto disinteresse verso l’iniziativa.

Il Patto Territoriale pur di non perdere il finanziamento sancisce le modalità operative del trasferimento dell’iniziativa alla Camera di Commercio per attivare presso la sede distaccata di via Sele un centro di alta formazione turistica e dell’agroalimentare. Nel contesto di questo progetto abbiamo intanto assistito all’accorpamento della Camera di Commercio di Siracusa alla CamCom del Sudest unitamente con Catania e Ragusa, rallentando il progetto con il rischio della perdita dello stesso entro il 31 dicembre 2020, che era indirizzato al territorio di Siracusa: oltre un milione di euro che in questo periodo di crisi si sarebbe decuplicato sviluppando lavoro e benessere. La delibera aveva, tra l’altro, introdotto, in linea con la tendenza comunitaria e nazionale, un meccanismo premiale riferito all’efficienza nella gestione, a cui viene correlata la possibilità di riprogrammare, nell’ambito dello stesso Patto, le risorse derivanti da rinunce e revoche.

In attuazione della nuova normativa, che prevede l’utilizzo delle risorse del Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e gli investimenti in ricerca istituito presso la Cassa depositi e prestiti S.p.a., il CIPE aveva stabilito la quota per gli interventi agevolativi alle imprese, nell’ambito della quale 240 milioni di euro erano stati destinati ai Patti territoriali e contratti di area. Siracusa in questo caso per la negligenza dell’amministrazioni passate e presenti si è perso un milione di euro e il futuro sviluppo dell’economia artigianale e numerosi posti di lavoro escluso l’indotto. Un’ultima novità consiste del Decreto Rilancio del governo Conte che permetterebbe di individuare risorse da destinare ai Patti Territoriali per riproporre produttività nelle aree depresse del Mezzogiorno. Ci si augura che i politici facciano tesoro di questa nuova opportunità d’investimento di programmare lo sviluppo economico futuro del territorio.

Un sorriso,
Joe Bianca