I candidati a sindaco di valore, che non hanno sciolto ancora le riserve, ci ripensano e lentamente se la defilano in silenzio per non essere travolti con la loro credibilità nella centrifuga scadente di un sistema politico oramai superato dai tempi con le stesse persone il cui valore è non valore.
Si avverte che la Rivoluzione culturale non è stata recepita dai cittadini la cui coscienza è spenta e badano alle piccole loro cose, i Siracusani sono compromessi?
Non è dato sapere, non hanno ancora capito che la città è allo sbando più totale. Loro sarebbero per primi i responsabili del fuggi-fuggi delle nuove generazioni, dei loro figli. Non hanno pietà neanche per sé stessi.
Macelleria elettorale a Siracusa con l’attuale campagna politica si presenta, come detto, banale, confusa, sgrammaticata, non appassiona per niente elettori e simpatizzanti, anzi provoca solo fastidio, rabbia. Non poteva essere diversamente, vista la scarsa disponibilità di questa classe politica a sintonizzarsi con la domanda di governo della gente, e considerata la sua insufficiente consistenza culturale, progettuale, di proposta dei protagonisti. Ma dove sono i programmi elettorali per la Siracusa di oggi e quella del futuro? Mancano, c’è il vuoto nella mente di tutti.
Macelleria elettorale a Siracusa con i partiti e i movimenti civici (fatti da trasformisti politici che cambiano colore di partito, opportunisti per i propri fini reconditi); negli obiettivi della scelta di candidato a sindaco costoro non tengono conto che prevale il pensiero nei cittadini di individuare un soggetto candidato a sindaco della società civile in quanto è risaputo che i cittadini prediligono la credibilità di un uomo (non politico) che nel suo curricula ha saputo proporre progetti vincenti a favore della popolazione.
Quindi i siracusani voterebbero malvolentieri, ma vergognosamente compromessi, voterebbero un soggetto politico presentato da forze politiche e/o più movimenti civici che lascerebbero la città moribonda. Ma la stampa libera sarebbe pronta a puntare lo sbarramento di fuoco su tutto e tutti. In primis sulla classe media, medio-bassa presunta corrotta dalla politica affaristica-(mascherata) clientelare estorsiva.
Quel sostantivo ‘trasformismo’ fa rima con ‘opportunismo’ politico che si accentua nel periodo elettorale. Con l’approssimarsi delle elezioni amministrative per i possibili candidati al consiglio comunale e/o a sindaco, nelle ultime settimane, assisteremmo a questo fermento politico-clientelare.
• Per la cronaca, l’ex sindaco Garozzo nel 2004, anno in cui si candida al Consiglio Comunale nella lista della Margherita, nel 2008 nelle liste del Partito Democratico. Nel 2010 partecipa alla 1ª Leopolda ideata dal segretario del Pd Matteo Renzi per passare ad Italia Viva. Adesso non si comprende la sua linea politica, tanto da appoggiare con una sua presunta lista, la candidatura, a sindaco di Alfredo Foti, anche lui presunto trasformista, dapprima democristiano come lo zio, passato al Pd traghettando anche con Giovanni Cafeo (ex Pd) successivamente a Prima l’Italia del premier leghista, ministro Matteo Salvini.
• «Officine civiche»: (per qualcuno miscredente nel quantificare esageratamente – 32 presunti candidati a consiglieri comunali per 6 liste=192 soggetti in cerca d’autore) che al più scettico dei siracusani sembrano una barzelletta di Totò. Sarà vero? Ne vedremo delle belle, annovera oltre Giancarlo Garozzo anche la lista di Salvatore Castagnino (ex delfino di Enzo Vinciullo), simpatizza da alcuni anni al partito di FdI, adesso avrebbe formato una sua lista civica; la lista di Carlo Busiello (anche lui ex delfino di Enzo Vinciullo, presunto simpatizzante a FdI e con tutti, ricordiamo che era indicato nell’ultima lista di Ezechia Paolo Reale come assessore, ancora oggi con il rossore sulle guance; Antonino Casella (un acronimo ‘capo condomino’ Garozziano della politica che avrebbe concretizzato, anche lui, una lista con 32 soggetti); Moena Scala ex esponente del Movimento 5 Stelle ed ex presidente dell’ultimo consiglio, esautorato, (avrebbe pronta una lista di 32 candidati consiglieri) infine Gianluca Scrofani che ha guidato l’Udc, è stato l’ideatore della lista civica SD, segretario provinciale dei Centristi, lista Civica Popolare e lista Cantiere Siracusa, nel 2014 assessore nella Giunta Garozzo al Bilancio, e adesso nella lista ‘non so’ (con il sostegno di un suo quotidiano on line di recente pubblicazione nel mare magnum di siti on line made in Siracusa). Ma ci sono tanti altri pesci piranha che sguazzano da un acquario ad un altro. L’ex sindaco Giancarlo Garozzo che ha abbandonato al suo destino il suo delfino d’acqua dolce, Italia candiderebbe Alfredo Foti, nipote del compianto Gino Foti, sulla carta memore di un bacino di utenza (che lo stesso Garozzo dopo le elezioni a sindaco abbandonò lo zio di colui che oggi dichiara di appoggiare alla candidatura sindaco) il rossore e il pallore che fa rima con accalappiatore (senza contegno).
• Ferdinando Messina, candidato di Forza Italia legittimato dal presidente Schifani, supportato da Riccardo Gennuso (indagato e rinviato a giudizio per estorsione). Ricordiamo che lo stesso era capogruppo forzista al consiglio comunale che assieme ad altri causarono lo scioglimento del civico consesso favorendo il monopolio politico del sindaco pro tempore Italia.
• Si fa strada la lista complementare di Forza Italia che porrebbe in essere la candidatura dell’ex assessore regionale Edy Bandiera sorretta, a quanto pare, da giovani con l’ideologia del nuovo centrodestra di vecchia memoria, giovani-vecchi opportunisti senza pudore.
• Quasi obbligato a fare la lista l’ormai ex parlamentare del Pd, nonché leghista Giovanni Cafeo, qualora il tavolo regionale saltasse avrebbe il diritto a presentarsi a candidato a sindaco con la lista Res (lui segretario stipendiato regionale e tirapiedi dell’assessore regionale Turano). Altro siracusano.
• Nel movimento Mpa, lotta con i coltelli tra i denti per indicare una lista civica, un candidato che dovrebbe essere il coordinatore provinciale del Mpa, Mario Bonomo.
• Non si arrende l’on. Giuseppe Carta (MPA) in quanto deputato e forte del suo consenso di voti, candiderebbe (l’ex consigliere comunale, e membro del Cda dell’Autorità sistema portuale Sicilia orientale) Giuseppe Assenza, anche lui trasformista, prima con Forza Italia successivamente si avvicina a Carta per essere un suo portaborse o delfino (un ruolo che gli si addice). A quanto è dato sapere avrebbe il consenso della Prestigiacomo e da Bufardeci (altro trasformista: prima Forza Italia poi con Forza del Sud, fondato da Gianfranco Micciché; adesso vicino all’on. Cannata FdI che appoggerebbe Assenza (Mpa).
Nel rompete le righe nel centrodestra farebbe legittimare la lista di Vincenzo Vinciullo. La spartizione di poltrone e incarichi è iniziata sulla pelle dei Siracusani ignari.
• Elettorato centrosinistra (PD, Lealtà & Condivisione, Movimento 5 Stelle, Sinistra Italiana, ex Articolo 1 area costituente verso il partito del lavoro, Cento Passi e Verdi) è in balia delle onde elettromagnetiche interne corre il rischio di essere la ruota del destino che ripete ignaro del passato. Superati i nominativi di Roberto Alosi e Paolo Ficara, il gruppo candiderebbe il dirigente scolastico Antonio Ferrarini dell’istituto E. Fermi. Insomma per il PD e consimili, vale il detto ‘errare humanum est perseverare autem diabolicum’. Ricordiamo l’esperienza di 25 anni fa quando il prof. Vincenzo Dell’Arte (anche lui dirigente scolastico del Fermi) vinse al ballottaggio con il 58,3% superando il centrodestra rappresentato da Angelo Bellucci. Durò pochissimo (dall’8 giugno del 1998 al 27 luglio 1999), sfiduciato dalla componente democristiana referente a Fausto Spagna gli subentrò il commissario Fulvio Manno. Altri tempi ed altri malanni, il Pd l’esperienza passata non conta nulla. Sono alla frutta. Il perdono è d’obbligo perché non sa quello che fa, come il bambino nell’infanzia.
Ultim’ora, il gruppone del centrosinistra strizzerebbe l’occhio a Officina civica. Insomma si prospetterebbe il cosiddetto brodo alla ‘matalotta’ condito con i piranha.
• Concorre anche la lista Civico4 fondata da Michele Mangiafico, lavora da due anni affinché maturasse la candidatura (anche lo stesso trasformista di vecchie forze politiche nonché vice presidente dell’ultimo decaduto consiglio comunale e presidente del consiglio provinciale sotto l’egida di Nicola Bono). Mangiafico è come gli altri un giovane vecchio della politica.
• Nuovo colpo di scena dell’impavido Cateno De Luca dimentica la sua vantata terzietà dai due poli e costruisce un fronte populista con i 5 stelle siciliani e persino con il PD. A Siracusa candida l’ex pentastellato 56enne Roberto Trigilio, che giovane non è, reduce di una esperienza fallimentare al consiglio comunale, lui uomo di legge che sconoscerebbe le normative consiliari si è lasciato intrappolare dalla sfiducia del bilancio per mandare a casa il sindaco pro tempore. Mah! Il Cateno De Luca ha gettato la maschera del nuovo.
• Incognita lista Elino Attardi ex primario del pronto soccorso, ex Cateno De Luca, pensionato, si rimane in attesa di sviluppi se riesce a completare l’ardua lista di 32 referenti consiglieri.
• Analizzando gli ultimi decenni: iniziando con l’attuale sindaco Francesco Italia nel 2006 si candida a Milano con la lista civica Moratti. Nel 2013 diviene vicesindaco di Siracusa affiancando Giancarlo Garozzo, del Partito Democratico, nella gestione della sindacatura, chissà con quali virtù miracolistiche.
Nel 2019 aderisce ad «Azione», nuovo partito politico fondato da Carlo Calenda. Francesco Italia, nel 2018 fu sostenuto da liste di centrosinistra vicine al Pd: ‘#Fuorisistema Per Siracusa’, ‘Siracusa 2023 – Pdr Sicilia futura’ e ‘Francesco Italia sindaco’. Adesso dall’alto dalla sua posizione si adopererebbe ad assoggettare clientelismo disdicevole che rasenterebbe la linea di confine con il reato di legge di corruzione-concussione, come scrive sui i Fatti di Benanti e social: «Il milanese sindaco del Cga all’improvviso sembra avere le simpatie di Siracusa News che negli ultimi giorni scrive lodi sul meneghino che neanche lui stesso scriverebbe.
Quindi oltre ad FM Italia-SiracusaOggi e altri minori, anche Siracusa News rientra di fatto nelle testate amiche. Ovviamente il Milanese agli amici, nel nostro caso a Siracusa News, elargisce anche esclusive vedi la ventilata sfilata di Fendi a Siracusa, casualmente proprio nel mese di maggio e per coincidenza giusto a pochi giorni dal voto (attraverso patrocini indirizzerebbe verso testate amiche investimenti privati).
E’ chiaro che a questo punto gli altri candidati sindaco chiederanno di sapere quanto costano i concerti al Teatro Greco, quanto costano le testate amiche, quanto costa la sfilata di Fendi e magari quanto è costata di soldi pubblici quella di D&G. Ma c’è di più. Per quelle che sono le indiscrezioni ci sono diversi esposti già presentati o in via di presentazione per quanto riguarda contributi, incarichi e altre prebende che in molti casi palesano l’ipotesi di voto di scambio. Il tutto mentre sembrano prossimi altri sconvolgimenti».
Ma forse ai siracusani che amano i compromessi tutto ciò forse va bene, tranne poi lamentarsi, e lasciarli morire nel loro oblio.
Ed ancora tante liste ci sovrasteranno per creare ulteriore confusione nell’elettorato siracusano che preannuncia una portata di ‘astensionismo’ con contorno di frutti mare. Varrebbe la pena di dire tanti candidati, nessun candidato.
Alla luce di una presunta sconfitta del disomogeneo centrodestra al ballottaggio scaturisce l’ipotesi di una riconferma del sindaco uscente che responsabile del disastro attuale sarebbe legittimato ad usare tutte le misure della sua intelligenza bipolare a dare il colpo di grazia a Siracusa.
Ricordiamo ai siracusani ‘smemorati‘ che un proverbio recita: «Uomo avvisato, mezzo salvato».
Un sorriso,
Joe Bianca