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La coscienza sociale dei Siracusani si risveglia attraverso la responsabilità

E’ chiaro che oggi la mobilitazione e l’attivismo corrono più sui social che in piazza, gli eventi “sul campo” diventano ancora più importanti per coinvolgere attivamente una comunità.

E’ chiaro oggi sappiamo che il tempo a nostra disposizione per tentare di arginare gli effetti deleteri della gestione della città sta per scadere, questa tornata amministrativa assume contorni ancora più importanti ed essenziali.

Gli ultimi dieci anni sono stati i più disastrosi dal dopoguerra ad oggi, Siracusa da oltre dieci anni si trova in fondo a tutte le classifiche della qualità della vita, statistiche alla mano.

Abbiamo perso il settanta per cento dello sviluppo ad oggi e, rispetto alle altre città siciliane, dobbiamo recuperare un gap non indifferente per il quale occorre per il nuovo sindaco quelle capacità e qualità che in pochissimi hanno: si fa sempre più pressante l’urgenza di agire.

Siamo tutti coinvolti in questo nuovo processo di sviluppo, nessuno escluso, tutti coesi per migliorare la nostra: «Siracusa al Futuro», con la rivoluzione culturale.

La sfida nei confronti del cambiamento e dello sviluppo è enorme e tutti siamo chiamati a raccoglierla.
Siracusa si deve impegnare a raggiungere quella qualità sociale che ancora manca: è un obiettivo complicato, che prevede un percorso lungo. Per questo è importante risvegliare la Coscienza dei Siracusani per non cadere negli stessi errori del passato e dare un consenso a persone il cui curriculum l’hanno visto solo scritto sui dizionari.

Per non parlare che Siracusa si è confermata anche nel 2023 una delle città più inquinate d’Italia per livelli PM10, ma la volontà di portare le emissioni a zero indica un evidente cambio di rotta nelle istituzioni, che vogliono abbracciare la sfida della transizione energetica ma, per farlo, hanno bisogno del supporto sia delle aziende, sia delle comunità cittadine.

Avviare un progetto ‘green’ in una città significa promuovere una cultura ambientale che fino adesso è stato raffazzonato e lacunoso solo con le piste ciclopedonali. Non è questo il modo e metodo per avviare il vero progetto ‘green’: per centrare gli obiettivi è centrale il tema del coinvolgimento dei cittadini.

L’obiettivo è quello di portare sempre più persone ad allenarsi a dei comportamenti individuali impattanti positivamente per la comunità con l’educazione sociale condivisa. Arrivare al 2030 con le emissioni nette a zero significa che una parte può essere compensata, ma è fondamentale l’attività di riduzione, serve quindi moltissimo serrare i ranghi: più le istituzioni, le persone e la società civile sono consapevoli e si impegnano e più le possibilità di raggiungerlo sono concrete.

E’ chiaro che nella vita siracusana odierna il mondo oggi alla luce delle nuove elezioni amministrative, in un contesto di disparità e di attrito sociale appartiene agli stolti, agli indifferenti, e agli arrivisti dell’ultima ora. Ahimè, oggi, dobbiamo constatare che il diritto di vivere e di trionfare si ottiene praticamente con gli stessi requisiti con cui si ottiene il ricovero in un manicomio: l’incapacità di pensare a Siracusa, il risveglio della Coscienza nei siracusani, l’amoralità e l’eccessiva agitazione. Certo è, che un certo nichilismo in questi ultimi dieci anni, tra gestione Garozzo e Italia, ha fatto passi da giganti. E’ piccolo, arido, costante, appiccicato sulle cose e non sulle persone.

La strage di così detti “valori” a Siracusa porta dritto al silenzio della morte sociale. Non è possibile parlare (intendendo per parlare il comunicare davvero, educare la popolazione con la verità e sincerità, e non il bla-bla delle parole evasive, insignificanti dei politici locali, se non si crede che esistano alcuni valori: anzitutto l’amore verso il sociale, l’amicizia profonda, i sentimenti in generale e la loro durata, la sincerità che deve trionfare sempre affinchè fare crescere una società sana e credibile.

Siracusa dal dopoguerra ad oggi, la politica è stata di pessimo insegnamento, e negli ultimi 20 anni, nell’ottica della psicologia moderna, è stata distruttiva, dimostrandoci che l’unica vera forza veramente costruttiva che esista è il siracusano medesimo. Lo stesso inizia a percepire che tutte le fedi politiche e le pratiche e i culti e gli atteggiamenti del passato, nel campo del lavoro, dell’arte, e del sociale sono da accettarsi solo con beneficio di inventario. In questo contesto nella Siracusa di oggi, anela una revisione generale, basata sulla psicanalisi e sull’analisi di se stessi. Questo è dunque il nascere di una saggezza nuova: una Rivoluzione culturale.

Risvegliare la coscienza non è solo un’operazione individuale ed interiore che cambia la nostra storia personale. Basta votare persone che hanno curato il loro orticello trascurando la città in balia di sé stessa senza uno straccio di progetti per il futuro, senza parlare del presente evidente.
Non sappiamo oramai come spiegarlo ai siracusani, questa classe dirigente è tutta da bocciare. Bisogna rifondarla a partire dalle persone oneste e serie che guardino i cittadini e il territorio tutto.

I Siracusani sono stati e sono narcotizzati, complici, dalla promessa dei presunti posti per i lori figli che non sono mai arrivati; degli incarichi per professionisti che non sono mai arrivati; per piccole pratiche comunali che ai cittadini tocca di diritto. I Siracusani sono i gamberetti in salsa rosa. Vergognosamente disdicevole, almeno per noi, che questo gusto è indefinito ed andiamo al sapore sodo dei gamberetti-siracusani dal sapore del “pollo”. Ebbè, l’abbiamo detto, i siracusani si credono furbi ma sono veramente dei “polli” in mano ai politici cirlatani, inconcludenti e incapaci, la città docet.

Dai “polli” al Risveglio di tante Coscienze, chissà, che possono portare ad un cambiamento sistemico della politica che incide sulla società e la politica nel suo insieme. Ciascuno di noi ha infatti il potere di fare alcune scelte che influenzano fortemente quella che può essere considerata la “coscienza di un popolo”. Eccone alcune.

Scegliere bene il sindaco. Nel quadro di “democrazie personali” e “immediate”, come le definisce felicemente Ilvo Diamanti, in cui le mediazioni dei corpi intermedi (partiti, sindacati, associazioni di categoria… ) sono più deboli ed il sindaco è la vera calamita dei voti ed interagisce con i cittadini in modo diretto, la scelta di un leader politico è determinante per definire l’orientamento ed il futuro di un popolo. Senza dimenticare che il vero potere non è solo dei leaders politici ma anche di quelli economici (membri dei Consigli di Amministrazione di banche, grandi aziende, …), culturali (Direttori di giornali, membri dei CdA delle grandi testate editoriali, promotori di grandi eventi culturali…) e religiosi. Su questi ultimi abbiamo meno capacità di influenza mentre sulla politica, checchè se ne dica, possiamo ancora dire la nostra.

Nell’era di internet siamo inondati di informazioni, ma siamo davvero più consapevoli dei processi che ci circondano? Informarci in modo maturo e pensare con la nostra testa. Se non attiviamo dei filtri che creino una gerarchia tra le fonti di informazione buone e cattive e non fermiamo a monte le informazioni “tossiche” per la nostra coscienza ed il nostro inconscio, non ci sarà freno per i danni provocati dalle calunnie e dagli insulti che abbondano sui social networks e per le notizie preconfezionate o immorali che troviamo sui giornali.

Avete notato ad esempio che anche sui siti on line dei principali giornali siracusani ormai ci propinano notizie al limite dell’intolleranza? I giornali seri ci sono e noi possiamo scegliere liberamente di leggere questi e non altri.
In queste nuove elezioni amministrative ai Siracusani non è permesso assolutamente sbagliare, altrimenti si possono suicidare. Noi stessi possiamo essere luce e annullare il buio là dove siamo. Noi stessi possiamo individuare chi e cosa può dare speranza. Come scriveva Italo Calvino nelle Città Invisibili c’è un inferno che abitiamo tutti i giorni, ma possiamo cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio nell’arco temporale di «Siracusa al Futuro» il cui candidato a sindaco è Joe Bianca che per vincere deve superare la soglia degli oltre 30.000 voti di consenso al primo turno. Un plebiscito universale. Altrimenti tutto è vanificato nelle mani dei soliti noti.

Ai siracusani l’ardua sentenza. Il futuro è nelle loro mani.

Un sorriso,
Joe Bianca