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Ue cambi rotta, carburanti rinnovabili sono realtà

Per il Polo Petrolchimico siracusano il 2025  rappresenta un anno cruciale per la transizione energetica e il raggiungimento degli obiettivi intermedi di decarbonizzazione definiti dall’Unione Europea. Questi traguardi sono fondamentali per preparare il terreno verso l’ambizioso obiettivo del 2030: un’Europa climaticamente neutrale.

Nella sostanza il processo di decarbonizzazione è già in atto ed è necessario alla riduzione del carbonio. Questo obiettivo è possibile solo con la conversione verso un sistema economico che riduca in modo sostenibile le emissioni di CO2, fino a tagliarle completamente.

Nella zona industriale aretusea, tra le più grandi d’Europa, di conseguenza è essenziale e prioritario il passaggio dall’utilizzo di fonti di energia da combustibili fossili (petrolio, gas e carbone) a fonti rinnovabili: non solo nel settore energetico, ma anche in quello del riscaldamento, dei trasporti e dell’industria.

Il Tour d’Europe, che si è svolto nei giorni scorsi a Roma, attraversa venti paesi europei con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni sul contributo che i carburanti da materie prime rinnovabili, com l’Hvo (Hydrotreated Vegetable Oil), possono dare alla decarbonizzazione dei trasporti. Un incontro dedicato alla decarbonizzazione della mobilità, l’evento conclusivo della tappa italiana del “Tour d’Europe”, promosso da Eni/Enilive, presso il centro congressi di Palazzo Mattei.

Il Tour d’Europe è stato organizzato da una rete diversificata di imprese, associazioni e realtà istituzionali appartenenti alla filiera dell’automotive e dei carburanti. Enilive ha partecipato al Tour come leader nella produzione di Hvo, un biocarburante diesel ottenuto al 100% da materie prime rinnovabili1, prevalentemente scarti come oli esausti da cucina e grassi animali, e residui dell’industria agroalimentare. Inoltre, l’Hvo ha il vantaggio di poter essere impiegato dalle motorizzazioni validate anche in purezza ed è compatibile con le infrastrutture di distribuzione attualmente in uso. Per il trasporto stradale leggero e pesante, oggi il biocarburante Hvolution è già disponibile in oltre 1.300 stazioni di servizio Enilive in Europa.

«L’Europa deve fare i conti con le conseguenze di scelte sbagliate.

Le regole imposte in passato hanno danneggiato un settore strategico come l’automotive. Oggi serve un cambio di rotta: non possiamo continuare a inseguire un’unica via come quella dell’elettrico, ignorando tecnologie mature e già disponibili come i carburanti rinnovabili». Lo ha detto l’eurodeputata di Fratelli d’Italia – Ecr Elena Donazzan, vicepresidente della Commissione Industria al Parlamento europeo, intervenendo all’evento conclusivo della tappa italiana del “Tour d’Europe”, promosso da Eni/Enilive lo scorso 5 giugno a Roma.

Donazzan – informa una nota Ansa – ha insistito sulla necessità di neutralità tecnologica e su un approccio pragmatico, che tenga conto delle reali possibilità del mercato. «È il mercato, non i regolamenti, che deve indicare la direzione. Ogni tecnologia utile alla decarbonizzazione va valorizzata, senza pregiudizi ideologici».

Nel suo intervento ha criticato la Commissione europea per l’assenza di autocritica e per l’esclusione dell’industria dei carburanti alternativi dal Clean Industrial Deal. «Non basta rinviare le sanzioni di qualche anno: serve una strategia industriale chiara, stabile e condivisa, che metta al centro l’innovazione e dia certezze agli investitori». Infine, ha sottolineato il ruolo dell’Italia nel ridefinire il modello energetico europeo. «Il nostro Paese, con il governo Meloni, ha dimostrato che diversificare fonti e fornitori è possibile. La sovranità energetica si conquista con scelte pragmatiche, non ideologiche. E l’innovazione deve tornare ad essere al servizio della competitività, non solo della narrativa green».

L’edizione 2025 di OMC MedEnergy fra conferenze ed esposizioni come fonte per collegare gli esperti della settore dell’energia da Ravenna ha dedicato un focus particolare al finanziamento della transizione energetica, un processo che deve trovare risorse significative e che deve trovare un processo che richiede risorse significative e che per essere efficace deve trovare un modello di business che sia anche attrattivo per i capitali privati.

E’ emerso che occorre costruire delle catene di valore, che non hanno semplicemente la parte rinnovabile, ma anche i clienti che sono poi il vero target della transizione, quindi la possibilità di vendere ai clienti finali prodotti decarbonizzati. Dai panel della giornata è emerso il tema della complessità della transizione energetica, un processo che necessita di trovare un equilibrio tra business tradizionali e nuovi, e tra diverse strategie anche nella comunicazione. La transizione non consiste solo nel modificare l’offerta di energia, ma soprattutto nell’accompagnare gradualmente il cambiamento della domanda, che è infrastrutturale e risiede nelle abitudini di consumo.

La transizione energetica ha successo solo se c’è anche una transizione industriale. L’industria del passato obsoleta, non più competitiva, può essere trasformata in qualcosa di nuovo, in settori dove c’è un mercato in sviluppo e dove si possono sfruttare la professionalità delle persone, del tessuto imprenditoriale dei territori e anche le infrastrutture esistenti per seguire nuove filiere. Così si avranno le raffinerie, trasformati in bioraffinerie.

Nella giornata di OMC MedEnergy, in una conversazione one-to-one con Alessandro Viviani, Head of Green Tech Hub di The European House Ambrosetti, Giuseppe Ricci, Chief Operating Officer Industrial Transformation di Eni,  si è concentrato sulla competitività europea rispetto a quella di altre aree del mondo e sull’importanza della neutralità tecnologica per raggiungere con successo gli obiettivi di transizione energetica.

Un sorriso,
Joe Bianca