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Turismo, Aeroporto di Siracusa: tra passato e nuova coscienza

Per le festività natalizie boom di presenze in Sicilia, non male Taormina e Siracusa, ma per il resto dell’Isola se non è flop poco ci manca. Prenotazioni last minute per l’Epifania, il Capodanno è stato sold out. Più di 12 milioni di passeggeri annui all’aeroporto di Catania, quasi 9 milioni a Palermo. In aumento diportisti e croceristi.

Un Natale che replica gli ottimi risultati dell’anno precedente, un Capodanno che registra un ulteriore aumento di presenze di italiani e stranieri. Il 2024 si è chiuso nel migliore dei modi per il comparto turistico siciliano, con nuovi numeri da record per gli aeroporti dell’Isola e il porto di Palermo.

Per Siracusa ha contribuito notevolmente i festeggiamenti doppi con la presenza delle reliquie del corpo di Santa Lucia. «Si stima che la città di Siracusa chiuderà il 2024 superando di poco 1.110.000 viaggiatori, tra italiani e stranieri», questi i primi dati snocciolati da Giuseppe Rosano, presidente di Noi Albergatori Siracusa. Insomma: «Annata positiva ma il settore è fragile».

«Un risultato sicuramente positivo, continua Rosano, che convalida un aumento dei pernottamenti, di 100 mila soggiorni, più 9,8% rispetto al 2023, quando erano stati 1.011.211. L’esito favorevole del buon andamento turistico è stato propiziato grazie al mercato estero e al G7 Agricoltura. Infatti, l’affluenza degli stranieri ha inciso per l’80% sul totale delle presenze, mentre il mercato domestico, gli italiani hanno contribuito con un modesto 20%. Una contrazione, quest’ultima, che comincia a preoccupare.

E adesso? «Archiviato il 2024 – rileva Rosano – sorge spontanea la domanda: quali le previsioni per il prossimo anno? Difficile dirlo. Il comparto turistico appartiene alla sfera fragile dell’economia nazionale e ciò vale pure per la nostra città. Preoccupa il rallentamento del turismo italiano. Il caro vita sta generando la tendenza a spendere con parsimonia e compiere acquisti necessari e mirati.

Il tenore di vita delle famiglie sta peggiorando, sottolinea Rosano. Se a ciò aggiungiamo il caro voli divenuto insostenibile per raggiungere Catania e Palermo, da Roma, Milano e altri capoluoghi del Nord, la vacanza diviene per molti una chimera. Per una famiglia di 4 persone, in occasione di festività e ponti, bisogna mettere in conto 1.200,00 euro, senza contare le spese di servizi e trasporti, ivi compreso l’affitto di un’auto a costi insostenibili. Le resilienze economiche nazionali chiamano in causa parimenti quelle siciliane, appesantite anche da crepe sociali e ciò sta incidendo ad abbassare per Siracusa la grossa fetta di mercato del 40% dei pernottamenti generati dal turismo regionale. La recente spietata indagine di Unioncamere vede l’economia siciliana in frenata.

La diminuzione del potere di acquisto delle famiglie è in sofferenza. Alla fine del 2024, oltre 10 mila imprese commerciali hanno chiuso i battenti con una forte perdita di posti di lavoro. L’export è in caduta libera. Con questi chiari di luna è impossibile fare previsioni credibili sulle prospettive turistiche per Siracusa. Ne sapremo di più intorno alla fine di febbraio del prossimo anno, allorquando peseremo il numero delle prenotazioni per la prossima stagione turistica e avremo, inoltre, un quadro più realistico sull’andamento economico nazionale e isolano», conclude Giuseppe Rosano di Noi Albergatori.

Se fra il 22 dicembre e il 7 gennaio dall’aeroporto di Fontanarossa stanno transitando mezzo milione di passeggeri, il 2024 si è chiuso con 12,3 milioni di viaggiatori e un aumento di quasi il 15% rispetto al 2023. Anche Comiso, che chiude l’anno ancora in perdita, ha fatto segnare un +12% nel periodo delle feste natalizie. Persino il piccolo scalo di Pantelleria festeggia un traguardo senza precedenti, quello di 200 mila passeggeri transitati in un anno.

L’Aeroporto turistico di Siracusa

Correva l’anno 2000 (oltre 25 anni fa) quando grazie all’idea geniale del dr. Giuseppe Bianca, con mandato di consulente a titolo gratuito (per amore della sua città) propose al sindaco Bufardeci tre studi di progetto fattibilità dell’Aeroporto turistico di Siracusa dove erano preventivati, minimo, oltre 500 mila passeggeri l’anno di mantenimento della struttura.

Sulla vicenda dell’Aeroporto di Siracusa che ripercorre l’iter, portò, grazie sempre al consulente Bianca, a verificare sul mercato un valido soggetto giuridico, per la creazione della società Aeroporti spa (misto pubblico-privato come prevedeva la legge, con il solo ente Comune di Siracusa) dinanzi al notaio Costanzo di via Eschilo si svolse  il rogito (22 febbraio 2008); la società doveva realizzare il progetto definitivo con lo scalo di contrada Monasteri individuato nel PRG.

Ma ahimè con l’avvento infausto del sindaco Visentin tutto fallì miseramente, mise in liquidazione la società dove il Comune aveva versato la quota di 50 mila di euro d’ingresso nella società e con esso svanito il sogno, quasi reale, di avere un Aeroporto e con esso il consulente Bianca a titolo gratuito per otto anni (per i due mandati di Bufardeci).

Adesso sicuramente l’Aeroporto, di terzo livello (cosiddetto minore ma con tante altre prerogative interessanti a renderlo esclusivo) avrebbe raggiunto gli oltre due-tre milioni, sarebbe alle spalle di Catania, Palermo e Birgi (che raggiunge un milione di passeggeri l’anno). Ma ahimè i soggetti di quel fatale e infausto destino erano pressoché incapaci, come oggi è l’attuale sindaco.

Siracusa è stata sempre sfortunata con i sindaci ad esclusione del periodo amministrativo di Titti Bufardeci con l’assessore all’Urbanistica Ezechia Paolo Reale.

Dicevamo nell’Isola, complice il caro-voli, presenze in calo del 20% rispetto al 2023. In controtendenza Palermo con rialzi del 5% e Catania, flop Agrigento. Nonostante la breve impennata registrata a Capodanno «il flusso turistico natalizio ha subito, in media, un calo del 20% rispetto all’annata 2023-2024, con picchi al ribasso fino al 25% in alcune città come Agrigento». Le previsioni per quest’anno sono ottimistiche. «Stimiamo che tutta la Sicilia continuerà a crescere, sottolinea Maria Carolina Castellucci, vicepresidente Fiavet e tour operator, l’Isola al momento è la scelta per il secondo viaggio in Italia dopo le grandi città come Roma, Venezia, Firenze. Quando viene scoperta, spesso, diventa meta di più viaggi. Rimane il problema delle infrastrutture di trasporto e dei servizi. Il 2025 anche per la Sicilia sarà cruciale, visti gli enormi flussi turistici previsti per il Giubileo che Roma e il Lazio da soli non potranno assorbire».

Un sorriso,
Joe Bianca