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Siracusa e quella «dittatura morbida»

Un uomo solo al comando. Però la legge e la magistratura amministrativa glielo consentono

La vicenda del consiglio decaduto dove il Comune di Siracusa ha presentato al Tar Catania un atto di costituzione a seguito di istanza di trasposizione di ricorso straordinario con istanza cautelare in sede giurisdizionale presentato dai Consiglieri Comunali decaduti, lascia tutti basiti.

In pratica, il sindaco vuole continuare a rimanere senza Consiglio Comunale e di fatto vero e proprio podestà per i prossimi tre anni; ed ha firmato una determina con la quale impegna 9.955,58 euro, tasse dei siracusani, per pagare il preventivo presentato da un avvocato di Rosolini.

Il Sindaco manifesta in maniera chiara ed evidente il disprezzo per la Democrazia e il suo desiderio-imperio di voler continuare a governare senza il Consiglio Comunale, organo eletto dal popolo supremo siracusano, cioè senza il controllo democratico degli atti da lui emanati. Quest’azione mortifica la volontà democratica del popolo siracusano.

Lo scorso febbraio è stato presentato il ricorso di 11 consiglieri comunali misti sia maggioranza che di opposizione. Il ricorso straordinario è stato inoltrato al presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, con cui si chiede di annullare lo scioglimento del Consiglio comunale, insomma un atto bilaterale contro l’assessorato alle Autonomie Locali e il commissario ad acta del Consiglio comunale.

La storia ai siracusani lascia l’amaro in bocca nel fare la disamina del valore della democrazia nella nostra città di un sindaco di non volere il consiglio comunale legittimamente votato dai cittadini.

E’ chiaro a tutti che occorre far crescere la qualità dell’elettorato solo così possiamo auspicare che crescerà la qualità della classe politica.

E solo con una qualità estremamente diversa di classe politica avremo un miglioramento della situazione economica e dei servizi legati alla pubblica amministrazione.

In sintesi: solo con un elettorato migliore avremmo una classe politica migliore e questo si potrà constatare dai risultati ottenuti!

Occorre coniugare democrazia con selezione. Il problema è riuscire a non perdere i benefici del sistema democratico cercando di eliminare le storture che lo stesso sistema ha proposto come la vicenda delle schede elettorali che ha visto interessato il Tar prima e il Cga dopo.

La democrazia va a tutti i costi salvaguardata a prescindere l’attuale qualità mediocre che con il dibattito e coinvolgimento dell’informazione si possa salire il primo gradino dell’auspicata crescita.

Sul banco degli imputati di certa ‘intellighenzia’ siracusana: l’elettorato.

Abbiamo avuto modo di seguire su facebook tra gli amici di Joe Bianca un vivo confronto. L’avv. Corrado V. Giuliano commentava l’articolo su Libertà pubblicato venerdì 26 dal titolo «Al sindaco Italia non piace la Democrazia». E commentava: «Il disprezzo della democrazia e della istituzione l’hanno avuto i consiglieri comunali che ‚si sono decaduti‘ autonomamente, i consiglieri ripetenti, arroganti, incapaci la gran parte di essi a far altro che ostruzionismi e bagarre isterica in Consiglio Comunale. Ora il loro ricorso con giustificazioni impolitiche, miserabili e leguleie. Ha fatto bene il Sindaco a difendere la città da questa vandea di roditori».

Toi Bianca riprendeva la riflessione di Corrado V. Giuliano: «Anche io mi sono rotto i c… delle aule sorde e grigie che come si diceva una volta andrebbero trasformate in bivacco di manipoli. E poi, diciamolo, questo suffragio universale è una gran cazz… votano anche quelli che non la pensano come noi, assurdo. E, diciamola tutta, anche la democrazia è assolutamente sopravvalutata. Aboliamola!».

Ma il confronto trovava altri proseliti. Damiano De Simone: «Tutto è legittimo se la legge lo permette. Poi l‘uso ne definisce il contenuto etico dell‘autore. In tutta questa vicenda, la vera preoccupazione è l‘assenza della comunità che non si esprime, indipendente da ciò che secondo ognuno di noi dovrebbe, o non, essere».

Riprende la riflessione Corrado V. Giuliano: «Bella critica che mi fai Toi Bianca, 1 a 0, ma mi riferivo alla circostanza della contestazione mossa al Sindaco. Mi domando in un contenzioso riparatorio di un evidente analfabetismo di questi consiglieri, istituzionalmente cosa avrebbe dovuto fare il Sindaco se non secondare la volontà dei suoi componenti “di farsi decadere?”.

Chiude il confronto tra amici Aldo Garozzo: «È una vecchia regola. Chi è arrogante con gli altri, alla fine lo è anche con se stesso e lo porta a non capire non solo l’interesse generale ma neanche quello che attiene alla propria attività. Il Prof. Carlo M. Cipolla nel suo “Trattato sulla stupidità” li definisce appunto stupidi e attribuisce loro il male più grande dell’umanità».

La realtà in effetti che oggi percepiamo, vede la nostra città nonostante si viva in un contesto democratico andare a catafascio.

E’ evidente che si nota di un accentramento di potere del sindaco e di «dittatura morbida».

Ma se ciò è avvenuto, ciò dipende dalla mancata qualità dell’elettorato siracusano.

Siamo in democrazia, appunto…, ma se la maggioranza dei siracusani a 90 anni crede ancora a Babbo Natale beh… allora siamo messi male.

E’ ora che i siracusani pensino a crescere! Perché la maggior parte di coloro che ne determinano le sorti sono a reggere le sorti di questa amministrazione.

Un sorriso,
Joe Bianca