L’angoscia morale di una società incontrollabile, come quella di certa politica siracusana, dovuta alla perturbazione dei rapporti fragili fra l’Io sociale e l’Io individuale.
I cittadini si sentono storditi e veramente presi dall’angoscia, da quell’angoscia esagerata, quasi insensata, che si impadronisce di loro quando avvertono il senso di una recisione, e si scava dentro di noi a poco a poco il vuoto di un’assenza, di una stabilità che manca. La stabilità di una società che si frantumata nello scirocco siracusano in preda allo scoramento, così come è avvenuto in una delle tante famiglie siracusane di un 35enne disperato, che ha tenta il suicidio dopo la delusione sentimentale, salvato dai Carabinieri, le cui cause provengono da un tessuto sociale che si è polverizzato.
Per nostra fortuna è stato scongiurato uno insano gesto di momentanea follia, l’uomo voleva lanciarsi nel vuoto del terzo piano dello stabile dove risiede nella zona alta della città.
Le cause possono essere molteplici, ma noi non siamo psicologi, non sta a noi capire le origini del male delle incomprensioni che vanno inibite sul nascere.
Con la caduta dei partiti tradizionali e con l’avanzare della cosiddetta società liquida di Bauman ha inteso spiegare la postmodernità usando le metafore di modernità liquida e solida, che ha meglio interpretato il caos che ci circonda e il disorientamento che viviamo, di cui Siracusa rappresenta un esempio lapalissiano.
I poteri forti che si annidavano tra il vecchio modo di fare politica, prima repubblica, hanno trovato spazio in quella parte di società senza distinzioni di grado con potere, più ricca, e le collettività minute.
La consorteria intesa come cricca, è un’aggregazione sociale tra individui o gruppi di individui, uniti da un interesse comune, che mirano a favorire gli interessi di coloro che fanno parte del gruppo. I membri della «cricca» spesso ostacolano o impediscono la realizzazione degli interessi di coloro che non fanno parte della consorteria o non hanno influenza su di essa dall’esterno. L’interesse comune o l’obiettivo della consorteria, spesso mira a esercitare la propria forza e a difendersi da aggressioni esterne con tutti i mezzi possibili, arrivando a sacrificare interessi contrari ai propri, tra i quali gli interessi pubblici, pur di veder realizzati i propri obiettivi, come ad esempio il donare una carica pubblica ad un membro del gruppo anche di politica opposta (buono per tutte le stagioni), o agevolare gli interessi di una particolare persona o istituzione, e viceversa ostacolarli per il bene privato del gruppo, incluso certa informazione. Le consorterie sacrificano il bene comune, la verità, la produttività, e la giustizia, per preservare l’onore, i vantaggi e la posizione di potere del gruppo. Le continue strategie di cambiamento di bandiere politiche da Italia Viva al movimento Azione il cui leader è Carlo Calenda che assevererebbe amicizie influenti in posizioni importanti nelle istituzioni all’interno di ognuno dei tre poteri dello Stato.
Le famiglie Siracusane e la crisi d’identità profonda dello sviluppo economico, forse non abbiamo ancora bene elaborato una teoria urbana della crisi che ormai da oltre un lustro ha piegato l’economia mondiale e causato l’attuale depressione degli investimenti, del lavoro e dei consumi.
Perlomeno a Siracusa molto poche sono state le analisi che hanno proiettato la fase di crisi in una cornice interpretativa che tenga conto del ruolo della città in termini di agglomerazione demografica e economica e colga l’impatto della crisi sulla capacità delle città di mobilitare risorse, costruire progetti di cambiamento e sviluppo, arginare la crescente disoccupazione e povertà relativa. I giovani che fuggono.
Ecco quindi, che la cronaca della fine di un ciclo economico è anche la necessaria cronaca dei luoghi della crisi e di come politiche territorializzate possono correggere squilibri e sofferenze. Su questo non sembra esserci un dibattito politico adeguato nell’ambito politico locale. Idee chiuse nelle quattro mura di un tempo passato, remoto.
Il filo conduttore è da tutti conosciuto, una politica ‘liquida’ dove Zygmunt Bauman ha elaborato il concetto di ‘modernità o società liquida’, forse nemmeno lui si aspettava che questa espressione potesse tramutarsi in società subdola dove a Siracusa tutto è il contrario e viceversa. I cittadini non capiscono più nulla, non c’è un filo conduttore con chi ci amministra; una società che fa acqua da tutte le parti.
Forse eravamo premonitori nel sottolineare che: la politica ‘liquida’ quella di tanti amministratori siracusani «intrallazzatori di galline» la cui conduzione ci ha anestetizzato tutti.
Ha pervaso ogni concetto di instabilità, di rottura di schemi politici da fare impallidire le vecchie ammucchiate trasversali e venditori di caramelle nelle stanze di potere.
Ci si chiede a cosa servono questi presunti amministratori di condominio? Chi sono costoro che siedono sugli scranni di Palazzo Vermexio? Questi uomini vestiti apparentemente in giacca e cravatta, trasformisti come tanti impiegati comunali, i quali osservano a mala pena orari di ufficio e sbrigare relative pratiche. Mah!
Questi fantasmi dal viso pallido che hanno smarrito il rossore della vergogna, che non hanno sangue nelle vene. La città come una barca in un mare in tempesta.
La vergogna degli asili nido. La vergogna delle periferie all’abbandono. La vergogna della gestione dell’igiene urbana che fa acqua da tutte le parti. La vergogna dei trasporti con un pulmino e mezzo. La vergogna della protezione civile che aspetta che arrivi il maltempo e la burrasca per decimare i siracusani. La vergogna delle attività sociali che lasciano morire le classi meno abbienti. La vergogna delle strade lunari. La vergogna delle frazioni dimenticate di Belvedere e Cassibile (che adesso dopo una stasi, riprendono a parlare di autonomia). La vergogna sul Nuovo Ospedale di Siracusa di un sindaco inesistente, roba da chi l’ha visto. La vergogna di un porto senza sviluppo. La vergogna del libro bianco sul turismo che aspetta solo il periodo delle Rappresentazioni classiche, l’Industria e l’Agro-alimentare, l’Area Artigianale inesistente (pensate che anche Solarino l’ha realizzata), il collegamento stradale diretto con l’aeroporto Fontanarossa mai esistito; inesistenti: Piano Commerciale, il Piano Urbano della Mobilità; Ppo e Prg scaduti, i Servizi alla collettività, nel dimenticatoio i progetti di sviluppo ZES-SIN.
Scusate Siracusani, vi hanno tutti cloroformizzati?
O avete preso una cantonata?
Volete suicidarvi? Guardate che non ci sono forze dell’ordine abbastanza per potervi salvare, come il caso del 35enne riportato sopra.
Lo sapete che l’elettroshock è utile contro la depressione nel 75% dei casi?
Allora sarebbe grave, ciò significherebbe che i siracusani sono tutti in grave depressione? Ci rifiutiamo pensare questo, e allora occorre un vento nuovo nella politica, nella società libera, nelle liste civiche serie, chiunque esso sia al timone del Vermexio purché si volti pagina e si creino le condizioni di rinascita della città di Siracusa e della sua economia. I partiti sono chiamati a bussare porta a porta per trovare il nuovo principe azzurro per salvare la principessa Siracusa.
Un sorriso,
Joe Bianca