L’interrogazione ‘fantasma’ dell’onorevole melillese, Giuseppe Carta, sul nuovo ospedale di Siracusa, come a detta di molti, legata alla sua inconsistenza politica all’Ars, è naufragata, inconcludemente ‘fumosa’, negli anfratti interni di Palazzo dei Normanni, nei pisciatoi: cioè liberatori, cioè nella carta del cestino.
L’interrogazione evidenziava ‘dubbi degli extracosti dei 147 milioni, non risultando alcun accordo formale ad oggi siglato con il Ministero della Salute per l’impiego delle risorse ex articolo 20 legge n. 67/1988 è tutto ancora in discussione, ma c’è di più l’interrogazione non prende in considerazione un aspetto di fondamentale importanza: il nuovo ospedale di Siracusa sarà veramente un Dea di secondo livello o resterà allo stesso livello di quello attuale, non adeguato ad una città come la nostra, con la zona industriale più grande d’Europa?’.
Sull’aspetto dell’ospedale Dea di II livello si avvertono numerosi grovigli politici e sopraffazioni ed elusioni del decreto Balduzzi in quanto Catania è in forte contrasto, diciamo ‘fuorilegge’ in quanto si trova tre ospedali Dea di secondo livello per una popolazione di circa un milione di abitanti mentre Palermo (con quasi due milioni di abitanti) ne possiede solamente due. Ricordiamo che il Decreto Balduzzi prevede per legge in ambito nazionale un ospedale di Dea di secondo livello da 600 a 1.200 mila abitanti, allora che giustificazione si trova la politica catanese ad averne tre? Forse nei loro megalomani pensieri ritengono di avere 3.600 mila abitanti tanti quanti Roma? Sarà…
Ricordiamo ancora che il decreto Balduzzi è stato recepito dalla Regione quando la stessa ha giurisdizione in materia di Sanità. Insomma, ci chiediamo ancora chi è fuorilegge?
Alla luce di ciò la ‘fumosa’ interrogazione dell’on. Giuseppe Carta non ha nessun valore se non di porre il quesito alla Regione di avviare una deroga alla norma Balduzzi in Sicilia per il nuovo ospedale di Siracusa per dotarlo di nuovi reparti specialistici per dare un servizio qualitativo ai propri cittadini anche alla luce della nuova tecnologia in dotazione della Sanità 4.0.
Come può il ‘deputato-garzone’ on. Carta, servitore ‘frustrato’ del leader catanese Raffaele Lombardo il quale sarebbe ‘l’influencer’ nella sanità regionale e a Catania? Un vecchio adagio nello specchio dei tempi diceva, riferito all’on. Carta: «Ti conosco mascherina».
La politica dell’on. Carta è di evidente sottomissione, nonché schiavo di Catania, piegando subdolamente Siracusa ai suoi voleri con il presunto appoggio politico al sindaco Italia, ignaro inconsapevole pur di raggiugere, con soggetti vuoti a perdere di Mpa, un equilibrio in Consiglio comunale? Come anche altri deputati ‘pescivendoli’ di cui diremo in circostanze diverse o fors’anche uguali con quel Gennuso ‘Schifano-dipendente’ (qui siamo alla gogna). Molti dicono che nell’ultimo congresso di Forza Italia, disertato dai siracusani, abbia riempito il saloncino di Opel Land di amici, tirapiedi e nostrani rosolinesi e pachinesi che con pullman sono approdati nella fossa dei ‘leoni circensi’ per plaudire il re della foresta Schifani e suoi consimili con la vergogna in faccia risibile. Tutto ciò rasenta il ridicolo. Per non pensare a costoro che siedono all’Ars con giubilo elettorale, ci chiediamo come hanno ottenuto tante preferenze, ci sarebbe da indagare e confiscare tutti i loro beni. Parliamo forse di delinquenza democratica? Dove tutto è possibile senza scambio di voti mafiosi? Qui rasenta l’intervento delle Procure di tutto il mondo, incluso soprattutto la Procura del Paese delle banane. Ma finiamola, poiché ci stimola ad un voltastomaco perpetuo.
Ad ogni buon conto la verità e la Libertà di espressione, è segno di democrazia, che dovrebbero essere tutelate e sostenute dalla collettività.
Ci chiediamo che valore attribuiamo alla nuova struttura da realizzare con una marea di milioni di euro, un nuovo ospedale da formula 1 per renderlo simile ad un’auto cinquecento. Roba da Procura. Ma non scherziamo con le cose serie e soprattutto con il denaro pubblico. Occorre una deroga per Siracusa al decreto Balduzzi. Altrimenti fermiamoci per non essere complici di un sistema sanitario mafioso. Dei nostri deputati regionali e nazionali chi ha il coraggio di intraprendere tale percorso Balduzzi? Nessuno, ne siamo certi.
A 120 giorni dalla consegna del progetto nuovo ospedale di Siracusa, che adotta lo stesso decreto legge in vigore del Ponte Morandi, arriva la ratifica del 20 febbraio nel nome del commissario straordinario per la costruzione: Guido Monteforte Specchi, presidente dell’Ordine degli Ingegneri.
Si sblocca dunque lo stallo che si era venuto a creare dopo la scadenza del 6 novembre scorso del predecessore prefetto Giusi Scaduto. Tutti preoccupati dopo i vari falsi allarmismi sulla mancata nomina. Dopo i passaggi tecnico amministrativi, è arrivata la ratifica. Bisogna ringraziare innanzitutto il prefetto Giusi Scaduto per quanto finora fatto, grazie all’operato di sua eccellenza siamo finalmente riusciti a compiere passi importanti per avere la struttura che la provincia merita.
Adesso occorre andare avanti spediti per formare il team che lo affiancherà nel percorso per la costruzione dell’ospedale di Siracusa e indicare il ‘timetable’ dei lavori. Il nuovo ospedale di Siracusa doveva essere realizzato entro la fine del 2023, per quanto era la proroga del mandato commissariale che doveva seguire procedure snelle e veloci come quelle adottate per la ricostruzione del ponte di Genova. Utopie.
Ad annunciarlo era stata il 22 maggio 2020 la parlamentare Stefania Prestigiacomo che aveva presentato un emendamento al “decreto liquidità” approvato in commissione alla Camera.
Il commissario dovrà condurre in porto la realizzazione del nuovo complesso ospedaliero da completarsi al massimo entro due anni.
Continuiamo a nutrire la fondata speranza che finalmente sia il 2024 quello buono per l’avvio dei lavori del nuovo ospedale. Quando, nella primavera del 2020, venne approvato il decreto legge relativo alla progettazione e alla realizzazione del nuovo complesso ospedaliero, si stabiliva che doveva essere completato entro due anni. Si pensava infatti di applicare lo stesso metodo adottato per la ricostruzione del ponte Morandi di Genova. E invece si è accusato un ritardo non più tollerabile.
Dalla giunta regionale invece, sono arrivate buone notizie per il nuovo ospedale di Siracusa, ad annullare la presunta interrogazione di Carta. Il governo Schifani ha approvato, su proposta dell’assessore alla Salute, Giovanna Volo, un finanziamento aggiuntivo di cento milioni, che si aggiunge ai duecento già stanziati in precedenza. È stato infatti già realizzato il progetto definitivo che, in seguito all’adeguamento alle nuove normative antisismiche, ha evidenziato un fabbisogno finanziario aggiuntivo di 147 milioni, portando la dotazione complessiva necessaria alla realizzazione dell’opera a 347 milioni.
Per l’ulteriore copertura della parte restante, 47 milioni, le soluzioni ipotizzate sono tre: il ribasso d’asta, con la riduzione dei costi; un progetto di finanza per i servizi di supporto alle attività assistenziali (parcheggi, mense, lavanderie, servizi commerciali, ristorazione); risorse proprie dell’Azienda sanitaria. In esito alla delibera di giunta, si potrà procedere alla gara per l’affidamento della progettazione esecutiva e dei lavori.
Invece come sottolinea Salvo Sorbello, presidente dell’Osservatorio Civico Siracusa, si chiede la disponibilità di tutti i 347 milioni vista l’enorme somma di cui dispone attualmente la Regione siciliana. Con il rischio che tra qualche anno non possono più bastare per gli aumenti riportati da Istat. Infine desideriamo chiarire una volta per tutte che:
• Ospedale sede di D.E.A. di I Livello: la struttura ospedaliera sede di DEA di I livello svolge funzioni di spoke nella rete dell’emergenza-urgenza; esegue tutti gli interventi previsti per l’ospedale sede di Pronto soccorso e svolge funzioni di accettazione in emergenza urgenza per patologie di maggiore complessità, di osservazione breve intensiva e di medicina di urgenza e, ove necessario, trasferisce in continuità di assistenza, al DEA di II Livello, superiore per livello di cura. La struttura sede di DEA di I Livello serve un bacino di utenza di 150.000 – 300.000 abitanti con un numero di accessi annui appropriati superiore a 45.000 (in questo caso Siracusa si attesta sui 400.000 abitanti con un bacino ragusano consistente).
• Ospedale D.E.A. di II Livello: la struttura ospedaliera sede di DEA di II livello esegue tutti gli interventi previsti nell’ospedale sede di DEA di I livello ed è sede di discipline di riferimento per le reti delle patologie complesse; effettua oltre agli interventi previsti per il DEA di I livello, le funzioni di accettazione in emergenza- urgenza per il trattamento delle patologie acute ad elevata complessità, in particolare per quanto attiene alle alte specialità o alle specialità che fanno riferimento a centri regionali o sovra regionali (Centro ustioni, Centro trapianti, Unità spinali, Cardiochirurgia, Neurochirurgia). Una sola struttura (che dovrebbe avere Catania invece ne possiede tre) sede di DEA di II Livello serve un bacino di utenza compreso tra 600.000 e 1.200.000 abitanti, con numero di accessi annui appropriati superiore a 70.000, ricovero oppure trasferimento urgente al DEA di livello superiore di cura, in continuità di assistenza, secondo protocolli concordati per patologia (es. reti assistenziali ad alta complessità). Ma qualcuno potrà spiegarci se Catania superi i 3.600 mila abitanti tanti quanto Roma? Attendiamo.
Come dire che la politica siracusana della deputazione regionale e nazionale è priva di senso ne tantomeno di capacità.
Un sorriso,
Joe Bianca