Skip to content Skip to footer

La nebbia malefica di Siracusa

Avvolge e confonde ogni cosa con l’incantesimo funesto di certa politica Sindaco monocratico: «Un uomo solo al comando»

Siracusa è avvolta dalla nebbia portando con sé un velo di incantesimo malefico sulla sua storia trimillenaria.

Ma che cos’è la nebbia di Siracusa?

Non è un’«idrometeora» che si forma per condensazione del vapore acqueo in minuscole goccioline d’acqua, che modificano le proprietà ottiche dell’aria, riducendo appunto la visibilità. Ci augurammo che fosse questa, qualcuno la vorrebbe di tanto in tanto per creare quell’aria frizzantina di penetrante affascinante mistero.

Per un fatto naturale, dalle nostre parti, si forma di rado. La nebbia inizia a formarsi quando l’umidità relativa di una massa d’aria raggiunge il 100%. E’ magia…

Ma che cos’è questa strana nebbia a Siracusa che l’ha ammorba?

Se non l’incantesimo malefico di certa politica.

Eh, sì…

Un maleficio?

La città, che si identifica nell’intero territorio da Portopalo a Lentini, vive un profondo malessere politico.

L’accadimento politico non è paragonabile alle altre città siciliane che vivono esperienze per così possiamo dire tradizionali, che ricadono nelle sfere di coalizione dei partiti i quali mettono in campo le loro migliori espressioni di pensiero, di uomini qualificati: vedi Palermo, Catania, Messina ecc.

Un popolo che si getta nell’avventura elettorale trascurando e disconoscendo le sue tradizioni di avere condottieri impari ad altri luoghi, questo popolo è paragonabile ad un esercito che fa un’avanzata tagliandosi le retrovie e gli attributi.

Ahi… Abbiamo sentito bene?

Qualcuno si è fatto male?

Vogliamo conteggiare tutti coloro i quali, masochisti per mestiere, pur di non far emergere la bravura del compagno di banco accanto, lo hanno miseramente fatto sprofondare?

Ma che cos’è la nebbia malefica di Siracusa?

Non è facile dare una risposta. Occorre analizzare tutto, cose, fatti e persone, connubi, malaffare. La nebbia della criminalità dei colletti bianchi nel territorio siracusano è silente, qualcuno asserisce che è abbastanza organizzata ed estesa in lungo e in largo con il connubio tra le anime del potere.

Nel «Gattopardo» di Tomasi di Lampedusa c‘è ancora una verità italiana, forse tutta siracusana: «tutto cambia perché nulla cambi».

Eppure Siracusa ha annoverato uomini di levatura superiore nel recente trascorso, sono passati come meteore, hanno lasciato tuttavia la loro evidente traccia d’intelligenza, con nome e cognome.

Da oltre tre lustri il popolo guerriero di Siracusa vive male, non trova il suo condottiero, si sono susseguiti insigni sindaci mediocri, mediamente scarsi, che hanno portato la città nella nebbia dell’inutilità.

Al Vermexio lo sanno tutti, c’è poca programmazione, l’entusiasmo si è smarrito a colpi di carta bollata dalla serie: «teoria dei corsi e dei ricorsi» di invalidamento elettorale.

Anche le formiche si sono trasferite per l’ignavia che regna a palazzo del Senato. Che parola nobile, pensare che qualche consigliere sprovveduto nel recente passato propose in consiglio di cambiare la denominazione da consigliere a senatore in memoria della storia del palazzo del Senato. Che giocherelloni pericolosi questi politici siracusani degni solo di atti sporchi come la vicenda «firmopoli» per certi versi con prescrizione. Un’epoca di uomini intrallazzatori a qualunque latitudine, avvocati, magistrati, porta borse e gente comune.

L’amministrazione Garozzo-Italia che avrebbe amministrato la città più inquisita d’Italia, una politica senza valori per il solo fine: quella del quibus rebus mensile e della poltrona mentre la città affonda.

Una su tutte? Le famiglie siracusane aspettano che si avviano ancora, a stagione più che inoltrata, gli asili nido, forse ai primi di maggio per chiudere il 31. Un’altra incapacità di questa amministrazione: a quanto pare, perduti i fondi della mobilità sostenibile del Ministero dell’Ambiente, un milione e seicento mila euro, mentre la città precipita nella qualità della vita. Vorremmo continuare per gettare volutamente, la croce addosso a tutti i politici siracusani incapaci di individuare il loro vero condottiero che li faccia uscire dalla nebbia malefica per solcare i mari dello sviluppo e del benessere.

P.S.: Il futuro condottiero-sindaco avrà molte battaglie da affrontare: le periferie all’abbandono; la gestione dell’igiene urbana che fa acqua da tutte le parti; i trasporti con un pulmino e mezzo; la protezione civile che aspetta che arrivi il maltempo e la burrasca per decimare i siracusani; le attività sociali che lasciano morire le classi meno abbienti; le strade lunari; le frazioni dimenticate di Belvedere e Cassibile (che adesso dopo una stasi, riprendono a parlare di autonomia); il Nuovo Ospedale di Siracusa di un sindaco inesistente, roba da chi l’ha visto; il Porto senza sviluppo; il libro bianco sul Turismo che aspetta solo il periodo delle Rappresentazioni classiche; l’Industria e l’Agro-alimentare; l’Area Artigianale inesistente (pensate che anche Solarino l’ha realizzata); il collegamento stradale diretto con l’aeroporto Fontanarossa mai esistito; inesistenti: Piano Commerciale, il Piano Urbano della Mobilità; PPO e PRG scaduti, i Servizi alla collettività, nel dimenticatoio i progetti di sviluppo ZES-SIN.

Per non dimenticare della Rigenerazione urbana dell’Ance Siracusa per il quale l’ing. Massimo Riili rilancia il problema Stazione-Water front.

Infine, che fine farà dopo la presentazione del progetto G124 riguardante il centro abitato periferico della Mazzarrona, la sua rigenerazione? Ai posteri l’ardua sentenza, sempre se ci arriveranno vivi.

Un sorriso,
Joe Bianca