Cari Siracusani, mi dispiace, ma io non voglio fare l’assolutista, non ho il potere legislativo, esecutivo e giudiziario esercitati in maniera assoluta per giudicare niente e nessuno.
Non è il mio mestiere; non voglio giudicare né conquistare nessuno, ma i risultati del disastro, dell’ecatombe della città parte da lontano, dall’era democristiana con qualche lodevole eccezione, ben 30 anni bui, l’oscurantismo, sono sotto gli occhi di tutti; escluso i peones che adesso dimorano al Vermexio.
Cari Siracusani, vorrei aiutare tutti, se possibile, come ho sempre fatto nella mia attività professionale con passione e devozione, prima con Portobello, giornale di annunci economici, dove i Siracusani hanno venduto e comprato di tutto: case, ville, auto, motori, barche etc; poi con Libertà rilanciando il dibattito sociale e culturale della città in sinergia con Video 66 e Telesudest.
Tutti noi Siracusani dovremmo aiutarci sempre, dovremmo godere soltanto della felicità del prossimo, non odiarci e disprezzarci l’un l’altro. L’amicizia e l’amore in primo luogo, la solidarietà; in questo mondo c’è posto per tutti.
Il territorio, la natura è ricca, è sufficiente per tutti noi; la vita può essere felice e magnifica, ma noi lo abbiamo dimenticato e ce l’hanno fatto dimenticare questi presunti «sindaci incapaci».
La loro incapacità ha avvelenato i nostri cuori e il territorio, hanno fatto precipitare il nostro mondo nella disperazione, ci hanno condotti a passo d’oca fra le cose più abbiette, abbiamo raggiunto la bassa classifica sulla qualità della vita: 104 su 107 posizioni nel Paese.
Cari Siracusani, abbiamo i mezzi per spaziare e per crescere, ma ci hanno chiusi in noi stessi. La macchina dell’abbondanza del territorio ci ha dato povertà; ci ha trasformato in cinici; la pandemia e l’avidità ci ha resi duri e cattivi; pensiamo troppo e concretizziamo poco o nulla. Siamo spenti, senza entusiasmo.
Ci serve umanità; più che abilità, ci serve lavoro, bontà e gentilezza. Senza queste qualità la vita e questa politica ha retto tutto evanescente e tutto è perduto. La bontà nel Siracusano, reclama la fratellanza universale, l’unione dell’umanità, la nuova economia, il lavoro e lo sviluppo.
I nostri articoli raggiungono migliaia di persone, uomini e donne disperati, vittime di un sistema che conosce il baratro.
A voi tutti, io dico: non disperate! L’incapacità che ci comanda è solamente un male passeggero, l’amarezza profusa di uomini che temono le vie dello sviluppo. Tutto ciò scompare insieme agli incapaci e il potere che hanno tolto al popolo ritornerà al popolo e, qualsiasi mezzo usino, la libertà non può essere soppressa.
Cari Siracusani, non cedete ai canti delle sirene, di uomini di partiti o politici avventurieri che vi disprezzano e vi sfruttano, che vi dicono come vivere, cosa fare, cosa dire, cosa pensare, che vi condizionano, vi trattano come bestie. Non vi consegnate a questa gente senza un’anima, uomini affaristi, faccendieri e clientelari, con macchine al posto del cervello e del cuore. Siracusani voi non siete gregge, voi non siete bestie: siete esseri umani!
La capitale delle Magna Grecia, la capitale della Sicilia fino al ’900; la città di Archimede, santa Lucia, dove ha pianto la Madonna; voi avete l’amore dell’umanità nel cuore, voi non odiate, coloro che odiano sono quelli che non hanno l’amore altrui.
Cari Siracusani, non difendete la schiavitù di questa politica o di chi vi propone simili avventure politiche, ma la libertà!
Voglio ricordare il Vangelo di S. Luca dove è scritto: «Il Regno di Dio è nel cuore dell’uomo». Non di un solo uomo o di un gruppo di uomini, ma di tutta la gente di Siracusa. Voi! Voi, Siracusani, avete la forza di creare le condizioni per avere nuovi condottieri che con coraggio sappiano conquistare nuove mete, la forza di creare la felicità. Voi, Siracusani, avete la forza di fare che la vita sia bella e libera; di fare di questa vita, di questo territorio, una splendida avventura di sviluppo. Quindi, in nome della democrazia, usiamo questa forza. Uniamoci tutti! Combattiamo per un mondo nuovo che sia migliore! Che dia a tutti i siracusani lavoro; ai giovani un futuro; ai vecchi la sicurezza. Promettendovi queste cose, dei «faccendieri-opportunisti» senza scrupoli sono andati al potere, vi mentivano! Hanno distrutto la città. Non hanno mantenuto quelle promesse, e mai lo faranno! I faccendieri e gli opportunisti forse sono liberi perché rendono schiavi voi Siracusani.
Cari tutti, allora combattiamo per mantenere quelle promesse! Combattiamo per liberare il territorio dalla tirannide, da presunte classe politiche, di gente inutile, di partiti inefficienti, eliminando confini e barriere; spazzando via l’avidità, l’odio e l’intolleranza politica.
Siracusani, combattiamo per un mondo ragionevole. Un mondo in cui lo sviluppo, il lavoro e il progresso diano a tutta la gente il benessere. Amici, nel nome della democrazia, siate tutti uniti per far ritornare grande Siracusa.
Un sorriso,
Joe Bianca