Skip to content Skip to footer

Ostello della Gioventù restaurato è senza futuro. Il destino negativo imperversa a Siracusa

Era il 29 ottobre 2011 quando la giunta provinciale presieduta dall’ex presidente Bono approvò il progetto definitivo ed esecutivo dal costo di un milione e 900 mila euro per l’abbattimento e la ricostruzione dell’Ostello della Gioventù. Si disse che era prevista una struttura ricettiva che poteva apportare alla comunità di Belvedere e di tutta Siracusa un qualche beneficio economico e d’immagine. Il nuovo Ostello doveva aumenterà la disponibilità di posti letto a Siracusa garantendo costi ridotti specifici per tali strutture, agevolando di fatto i giovani turisti e possibilmente gli studenti pendolari.

Si completava così un iter durato fin troppo poiché il finanziamento per la ristrutturazione risaliva al 2001, arrivato dopo oltre trent’anni di abbandono. Un finanziamento risultato non sufficiente poiché l’amministrazione provinciale dell’epoca aveva realizzato un progetto con standard qualitativi da albergo a quattro stelle. Con l’attuale progetto invece si faceva riferimento a standard per strutture ricettive di questo tipo e per questa tipologia di utenza, cioè quella giovanile appunto. L’attuale progetto consente non solo la realizzazione concreta ma anche un ampliamento significativo dei posti letto e l’inserimento di una mensa, non prevista nel progetto della precedente amministrazione. L’inadeguatezza di quel progetto aveva costretto l’amministrazione Bono a rimodularlo, con l’inevitabile prolungamento dei tempi, a cui aggiungere nuovi adempimenti che aveva dovuto seguire in conseguenza della modifica della normativa che aveva imposto ulteriori autorizzazioni e concessioni. Ed a quelle della Sovrintendenza, dei Vigili del Fuoco si era aggiunta quella del Genio Civile. Inoltre le modificate prescrizioni del Piano Regolatore del Comune di Siracusa avevano determinato la richiesta di una nuova concessione edilizia, il cui lunghissimo iter approvativo si era concluso successivamente.

Successivamente si ebbe a indire il bando per l’espletamento della gara d’appalto e subito dopo dare il via ai lavori previsti per la durata di 18 mesi. Solo allora gli abitanti di Belvedere potranno cancellare dalla loro memoria il rudere attualmente abbandonato, in balia di vandali e senza tetto. Insomma si dovette attendere il 15 gennaio 2013 per la consegna dei lavori di demolizione e ricostruzione dell’ostello della gioventù all’impresa appaltatrice. E i lavori ebbero inizio il 29 marzo 2013.

L’ostello è composto da 32 camere, distribuite in due piani, sala ristorazione, mensa,  bar, aree a verde per i parcheggi, 88 posti letto. Questo immobile dovrebbe essere un centro di aggregazione o luogo in cui realizzare attività culturali e sociali. Intanto, nell’ottobre 2014, il commissario Mario Ortello aveva ricevuto il presidente dell’Associazione Italiana Alberghi della Gioventù, Anita Baldi, ed altri rappresentanti dell’associazione. L’Aiag aveva manifestato l’intenzione di gestire l’ostello. «Non si tratta solo di una struttura ricettiva – aveva sottolineato il presidente Anita Baldi – ma anche di un centro di aggregazione per i giovani: un importante punto di riferimento sociale che la nostra associazione gestisce senza fini di lucro».

Il Commissario Ortello a sua volta aveva manifestato l’interesse della Provincia per questa particolare attività trattandosi di una offerta turistica low cost, rivolta ai giovani di tutta Europa, incentrata sull’ambiente, sulla conoscenza di siti paesaggistici e storici, abbinata alla socialità”.

Poi il commissario è cambiato. I lavori sono andati avanti. Ma della gestione non si è più parlato. E ora si rischia un altro abbandono e un altro scempio. Proprio come per l’albergo scuola di via Crispi. E’ una storia travagliata quella dell’Ostello. Dopo un abbandono che durava dal 1996.

Nel 2018 la proposta da parte del Comune di consegnare la gestione alla Facoltà di Architettura che lo doveva utilizzare come Foresteria soprattutto dei docenti e dei funzionari della Università. Ma l’incompatibilità delle finalità del progetto per il quale era stato costruito e ottenuto il finanziamento pubblico, portò alla rinuncia e alla riconsegna della Facoltà all’ex provincia che l’ha messo recentemente in vendita (il bando è andato deserto) ‘eludendo’ i presupposti legislativi del finanziamento per il quale era destinato nei modi e tempi dovuti. Non ultima la proposta del progetto «Il dopo di noi» per garantire il futuro dell’assistenza ai diversamente abili, il quale si ottenne il finanziamento e scaduto il termine non s’è fatto più nulla ma poi il silenzio come ogni cosa a Siracusa, la città del sindaco fantasma.

Un sorriso,
Joe Bianca