di Giuseppe Bianca
’ennesimo leitmotiv di discussione da salotto di sviluppo dell’economia turistica e dei suoi attrattori a Siracusa e senza dubbio un Centro congressi la cui posizione dovrebbe essere estremamente strategica sul territorio. La chiave di volta di una città dalla grande storia, comodo per i collegamenti. Se il centro congressi è presente in un hotel la sistemazione non è un problema. Qualora questo non fosse presente, la posizione accanto ad un hotel di un certo livello è un valore aggiunto importante.
Nel Piano Regolatore redatto dal prof. Gabrielli, nominato dalla giunta Marco Fatuzzo, era unanimemente riconosciuto validissimo per risolvere le criticità del tessuto urbanistico di Siracusa, ma subisce degli stravolgimenti sostanziali sia nelle linee guida che nelle disposizioni successive dettate dal consiglio comunale.
Nel PRG l’area da destinare al Centro Congressi era già stata individuata attraverso lo studio, le valutazioni e le scelte del grande urbanista, è gli studi permangono il punto di partenza per sviluppare le condizioni d’intesa.
L’iniziativa di un centro congressi venne intrapresa, alla luce dell’assenza di un luogo deputato ad esso, dal presidente dell’ex provincia regionale di Siracusa, Mario Cavallaro nel lontano 1997: il teatro Verga. Per ristrutturarlo occorsero oltre undici milioni di euro. Con i successivi mandati a Bruno Marziano presidente della Provincia di Siracusa dal 1998 al 2008, e nel 2005 si disse: «Che entro due anni l’opera sarebbe stata consegnata alla città, cioè nel 2007». Ma così non avvenne.
E arriviamo al mandato a presidente dal 2008 al 2013 del presidente Nicola Bono. Un deciso passo avanti verso l’apertura dell’ex Cinema Verga, fra le delibere approvate dalla Giunta provinciale nell’aprile 2010 era stata infatti decisa la fornitura degli arredi della struttura che sarà un teatro, ma anche un polifunzionale da utilizzare come Centro congressi.
In una nota il presidente Bono dichiarava: «E’ con grande soddisfazione che annuncio l’avvenuta aggiudicazione provvisoria della gara d’appalto per il completamento del contenitore culturale ‘Ex Cinema Verga’ di Siracusa rimane indubbio che questi lavori consentiranno di completare l’opera pubblica e quindi renderla funzionale e fruibile da parte della collettività, concorrendo a implementare i livelli di sviluppo territoriale nella misura in cui il binomio cultura- turismo congressuale ne definiscono l’asse portante». Successivamente alle parole il nulla.
Intanto anche il Comune promuove l’iniziativa di una sala congressi in area ex Spero e il 4 luglio 2012 con 22 voti favorevoli e due contrari, il consiglio comunale dava il via libera alla costruzione del centro congressi nell’ex area industriale “Spero”, in via Elorina. Il voto è arrivato con l’accordo di quasi tutti i presenti, mentre gli esponenti del Fli, che si erano detti contrari al progetto, non partecipando alla seduta.
Il centro congressi doveva essere realizzato da una società che ha mantenuto il nome della vecchia azienda chimica. L’infrastruttura non prevedeva modifiche alle cubature esistenti e contemplava la costruzione di 54 mini appartamenti e un centro benessere. Inoltre, su indicazione della Soprintendenza ai beni culturali, dovevano essere restaurate e preservate alcuni elementi di archeologia industriale.
L’investimento doveva essere di 50 milioni di euro; il Comune incava almeno 12 milioni di euro per opere di urbanizzazione, più somme a titolo di compensazione da destinare ad aree a servizi. In questo senso, il Consiglio successivamente votava un atto di indirizzo che imponeva all’Amministrazione di destinare tali somme esclusivamente alla riqualificazione di via Elorina.
Gli aspetti tecnici del progetto furono spiegati dal responsabile del piano regolatore, Nunzio Navarra, che aveva focalizzato l’attenzione su due punti: la mancata previsione di aree a servizi per la città, compensata dal costruttore con il versamento di soldi al Comune; il rispetto delle volumetrie già esistenti, quindi senza previsione di nuove costruzioni.
Perplessità sul progetto vennero espresse da Ettore Di Giovanni, che in già in commissione Urbanistica aveva votato contro. Di Giovanni aveva evidenziato il rischio che si aumentava la presenza di auto in una zona già ad altro traffico. Poi aveva contestato la destinazione d’uso delle strutture interne al centro congressi, prospettando la possibilità che non venissero rispettati i vincoli di ricettività previsti dalle norme. Aveva concluso ricordando il progetto di porto turistico che la società costruttrice aveva presentato per la zona adiacente al centro congressi.
Giancarlo Garozzo aveva evidenziato che il progetto riqualificava una vecchia area industriale abbandonata e dotava la città di un centro congressi oggi mancante. Era giusto rilevare che la zona era difficile da raggiungere perché mal servita, ma ciò, ha sostenuto, era dovuto alle ultime amministrazioni che non erano riuscite ad intervenire per migliorare la circolazione. Secondo Garozzo, non si stava cementificando nulla perché si stava solo recuperando delle cubature esistenti, fatte anche di amianto e lasciate in abbandono, senza contare che l’operazione portava al Comune non meno di 12 milioni di oneri di urbanizzazione.
Paolo Romano aveva contestato il progetto perché non rappresentava una novità rispetto al passato. Per Romano, il problema non era se la richiesta era conforme o meno al piano regolatore generale, ma a quale idea di sviluppo essa rispondeva. Anche questo progetto aveva detto non apre la vista verso il mare ma continuava ad impedirla come era accaduto nei decenni passati.
Anche qui tutto fermo. La deliberazione del Consiglio rimaneva inevasa.
Rosario Crocetta, presidente della Regione Siciliana insediatosi a novembre 2012 concluse il suo mandato nel 2017 attuando la presunta riforma dell’ex province regionale con le elezioni di secondo livello.
La Provincia Regionale non c’è più ma qualcosa di prezioso lasciava in eredità ai Comuni. Slittava sicuramente ai primi mesi del 2014 l’apertura del Cine-Teatro Verga di via dei Santi Coronati in Ortigia.
Superato a settembre 2013 l’ultimo contenzioso al Tar regionale con alcune imprese, dopo un decennio di restauri e ammodernamenti, il Cine-Teatro poteva essere inaugurato, e con un altro nome. La moderna e funzionale struttura destinata a Centro Congressi oltre che ad attività concertistiche e teatrali, capace di ospitare mille persone, poteva essere, infatti, intitolata allo scrittore siracusano Elio Vittorini.
Nel 2014 Siracusa poteva avere, nel cuore di Ortigia, due grandi e storici contenitori culturali: il Teatro Comunale e il nuovo Cine-Teatro Vittorini.
Sono trascorsi intanto cinque anni all’ex provincia con la successione di vari commissari senza concludere nulla.
A giugno 2017 a sorpresa l’annuncio del Piano degli investimenti triennali della Camera di Commercio Sud Est Sicilia con l’ammontare di circa 10 milioni di euro e puntare alla realizzazione di ben tre grandi opere su Catania, Ragusa e Siracusa. Gli investimenti sono infatti legati alla creazione di un Ente Fiera nel capoluogo etneo (5 milioni di euro), di un Palacongressi su Siracusa (3 milioni di euro per avvio e progettazione) e alla ristrutturazione di un immobile da destinare alla Scuola di Alta Formazione Enogastronomica a Ragusa (2 milioni di euro).
I tempi di realizzazione oscillano da un tempo minimo di pochi mesi per Catania (l’avviso sta per essere pubblicato), a un anno e mezzo o due per Ragusa sino ad un massimo di sei anni per Siracusa. Le operazioni avverranno in sinergia anche con le realtà politiche comunali e in collaborazione con gli imprenditori locali.
Il Piano triennale di investimenti era stato approvato all’unanimità sia in Giunta che in Consiglio, accompagnato da una relazione economica che dimostrava l’assoluta compatibilità con le risorse della Camera di Commercio.
A presentare il Piano nella sede camerale di Catania poco prima dei lavori di giunta ai quali aveva partecipato anche il segretario generale Alfio Pagliaro, era stato il presidente della Camera di Commercio Sud Est Sicilia, Pietro Agen, che aveva subito sottolineato: «La scelta consapevole di non volere sprecare soldi in fiere e sagre, ma al contrario di avviare investimenti che lascino qualcosa di importante sul territorio. Abbiamo tenuto conto delle vocazioni. Tempi di realizzazione? Europei. Come fino ad oggi abbiamo dimostrato di sapere fare».
Il progetto che riguardava Siracusa era forse quello che faceva sognare di più; la vocazione assolutamente turistica del territorio ha ospitato la creazione di una sorta di “ponte” tra la grande storia millenaria e il futuro, ossia «un grande centro congressuale di respiro europeo con una progettazione di livello altissimo, una volta individuato l’immobile da acquistare o ristrutturare, o un terreno – conclude Agen-. L’obiettivo sarà stimolare il mondo dell’architettura con modello MAXXI di Roma o il Magazzino del Cotone a Genova. Sarà dunque un centro che tutti i visitatori dovranno avere il piacere di scoprire. E intorno a tutto questo sorgeranno inevitabilmente strutture di accoglienza. In questo caso sarà necessario un successivo investimento. Per la progettazione e l’avvio serviranno tre milioni di euro».
Fino adesso solo chiacchiere del presidente Pietro Agen che si allinea all’ambiente dei nullafacenti Siracusani.
Registriamo da parte delle categorie del turismo un nuovo appello: «Non è certo la giusta soluzione quella di realizzare il nuovo centro congressi a Siracusa di spropositate dimensioni”. Giuseppe Rosano, presidente di Noi albergatori Siracusa, non usa troppi giri di parole per esprimere tutto il proprio disappunto nei confronti di un’idea che sarebbe stata ripresa in occasione di un confronto tra il presidente della Camera di Commercio Siracusa-Ragusa-Catania, Pietro Agen, e un gruppo di imprenditori.
Chiari i motivi a detta di Rosano: “E’ impensabile l’idea di una struttura così grande in una città come Siracusa che non avrebbe nemmeno i posti letto per accogliere il numero di ospiti attirati da un centro congressi simile. Non solo. La città più in generale non ha i numeri, e forse nemmeno la vocazione, per appuntamenti simili. Quello a cui guarda Siracusa è infatti un turismo lento di qualità, misurato alla potenzialità della città, della stessa Ortigia, incapace di accogliere grossi numeri. Non siamo a Rimini o Riccione”.
Il presidente di Noi albergatori Siracusa conclude: “Come associazione ci uniamo al coro di quanti, e sono diversi, chiedono di mettere in funzione il più presto possibile il Verga, un contenitore già esistente che potrebbe per esempio essere affidato a chi nella nostra città ha già un’ampia e consolidata esperienza nell’organizzazione e nella gestione nel settore congressuale».
Accogliere la proposta del presidente Agen sarebbe importante in quanto un centro congressi che possa ospitare 3000-3500 persone potrebbe essere un riferimento importante per tutta la Sicilia ed una costante presenza del turismo congressuale di notevole peso per il territorio di Siracusa grazie al suo clima mite ed una attrattiva ineguale.
Dall’altro riscattare il teatro Verga in Ortigia potrebbe avere una valenza di ripiego ad altre iniziative culturali con i suoi 1000 posti.
Una grande opportunità si affaccia sul nostro territorio da non perdere assolutamente. Il valore dell’uomo deve essere misurato con il metro del bene morale che egli realizza nella sua vita e per il territorio.
Un sorriso,
Joe Bianca