La politica siracusana è ancora ancorata ai suoi principi ideologici e del personalismo dei loro rappresentanti scaturendo ancora di più l’astensione elettorale che è ormai consuetudine delle nostre consultazioni amministrative, territoriali. Il clima di sfiducia dei siracusani nei confronti della politica locale ha raggiunto massimi storici, trasformandosi in voto di protesta o nella mancata presenza al seggio elettorale.
Non è dato sapere quanto l’appuntamento del 28-29 maggio potrà risentire di questo fenomeno e che percentuali di affluenza si registreranno alle urne, complice anche una campagna elettorale assolutamente non brillante scaturita fino all’ultimo frangente dai continui litigi nello scegliere il candidato sia di centrodestra che di centrosinistra. Contrapposizioni, mancanza di serietà, tradimenti e scissioni stanno hanno lacerato ulteriormente il nostro panorama politico locale, comportando il superamento di quelle che dovrebbero essere le proposte politiche volte alla risoluzione della crisi economica, energetica ed occupazionale del territorio Siracusano.
La nostra città ha bisogno di una leadership forte e caratterizzata dall’indiscusso spessore sia umano che civico, qualità che permettono di portare avanti un’agenda di sviluppo e di rilancio per Siracusa dopo l’abisso degli ultimi cinque anni. Un persona dalla forte personalità e credibilità indiscussa, al di sopra delle parti, che rappresenti un coagulo di liste-movimenti-partiti. Siamo convinti che sia possibile costruire un’alternativa credibile e vincente per Siracusa, all’attuale politica per lavorare con impegno e determinazione per raggiungere questa meta e per individuare una figura altamente competitiva.
L’obiettivo è ‘risollevare le sorti di Siracusa’, questo il leitmotiv da raggiungere per una politica unitaria tra tutte le forze in campo verso le amministrative del 28-29 maggio. Abbandonando le vecchie logiche di partito e ideologie di parte e nomi a candidato per sedersi ad un tavolo di confronto per inaugurare lo slogan «Governo di salute pubblica» con tutti gli schieramenti di centrosinistra-movimenti civici (con Officina civica, Civico4, Siracusa al Futuro e liste del centrodestra) includendo partiti del centrodestra, quali con la conferma della candidatura di Ferdinando Messina, indicata dal governatore Schifani voluta dal rosolinese Riccardo Gennuso è riuscita a far saltare il tavolo che doveva essere compatto per conquistare palazzo Vermexio.
Il primo passo della rottura è scaturito dalla contrapposizione dei deputati provinciali (l’onorevole melillese Giuseppe Carta (Mpa) voleva il discepolo Peppe Assenza e l’on. rosolinese Riccardo Gennuso (F.I.) indagato per estorsione; indicava il discepolo Ferdinando Messina. In questo caso i siracusani dei partiti Lega, parte di F.I., parte di Mpa, rimanevano con un pugno di mosche in mano e decretavano il blocco del candidato; con la successiva decisione del presidente Schifani di confermare Messina. In questo contesto FdI rimaneva neutrale anche se in primo tempo con Assenza v’era l’appoggio dell’on. avolese Luca Cannata.
Tale situazione ne derivava l’autosospensione da F.I. di Edgardo Bandiera e l’inevitabile frattura. Non è dato ancora sapere se il restante raggruppamento: FdI, F.I., Lega con Cafeo e Vinciullo, Dc e Udc si unirà alla candidatura di Messina oppure si verificheranno altre scissioni.
La scelta ha suscitato un putiferio; ma qui accade il secondo fatto strano. Tutti protestano tranne gli esponenti della Lega che invece osservano un assoluto silenzio. Anche questo silenzio profuma di tattica temporanea.
Sostanzialmente il tavolo regionale del centrodestra si impantana non riuscendo a chiudere l’accordo regionale. Manca Catania perché Fratelli d’Italia non ha ancora avanzato la propria proposta. Viene quindi emesso un comunicato in stile doroteo che annuncia la chiusura generale per il prossimo mercoledì e intanto si rende noto l’accordo su Trapani, Ragusa e Siracusa con frattura. E con questa scelta parziale si rischia di offrire l’alibi per future e peggiori spaccature. La scelta del candidato di Catania che dovrebbe avvenire mercoledì potrà dare il responso liberi tutti.
Intanto nella città etnea è scoppia la bomba politica con la sezione d’Appello della Corte dei Conti, accogliendo la richiesta della Procura, ha dichiarato Enzo Bianco incandidabile per i prossimi 10 anni, insieme alla sua giunta del 2013/2018 a causa del dissesto finanziario del Comune di Catania. Bianco aveva annunciato la sua candidatura a sindaco per le prossime elezioni comunali. Non entriamo nel merito della vicenda, ma non possiamo non osservare che una sentenza della magistratura, in questo caso contabile, irrompe in una campagna elettorale con l’effetto, certo non voluto ma oggettivo, di colpirne uno dei principali protagonisti. Adesso i sodali di Bianco sono in una crisi depressiva che si ripercuoterà anche altrove.
La strategia ‘politica liquida’ dove Zygmunt Bauman (sociologo e filosofo polacco) ha elaborato il concetto di ‘modernità o società liquida’, che noi avalliamo, potrebbe andare nella giusta direzione nei vari assembramenti bilaterali siracusani. Ma, ahimè, ci rendiamo conto che non si riscontra la giusta mentalità per avviare un cambiamento profondo nel modo di pensare e fare, come dire ‘Rivoluzione culturale’ per mettere al centro di ogni cosa il cittadino, farlo rendere partecipe dello sviluppo del territorio, educarlo per una condivisione futura, una democrazia partecipata.
L’angoscia morale di una società incontrollabile, come quella di certa politica siracusana, dovuta alla perturbazione dei rapporti fragili fra l’«Io sociale» e l’«Io individuale».
I Siracusani si sentono storditi e veramente presi dall’angoscia, da quell’angoscia esagerata, che si impadronisce di loro quando avvertono il senso di una recisione, e si scava dentro di noi a poco a poco il vuoto di un’assenza, di una stabilità che manca. La stabilità di una società che si frantumata nello scirocco siracusano in preda allo scoramento.
Con la caduta dei partiti tradizionali e con l’avanzare della cosiddetta società liquida di Bauman, ripetiamo che noi avalliamo in questa fase epocale siracusana; ha inteso spiegare la postmodernità usando le metafore di modernità liquida e solida, che ha meglio interpretato il caos che ci circonda e il disorientamento che viviamo, di cui Siracusa rappresenta un esempio lapalissiano, come noi abbiamo sempre riportato nei nostri editoriali.
Oggi, occorre guardare lontano, superando gli steccati dei vecchi partiti politici, le famiglie Siracusane e la crisi d’identità profonda dello sviluppo economico, forse non abbiamo ancora bene elaborato una teoria urbana della crisi che ormai da oltre dieci anni ha piegato l’economia siracusana e causato l’attuale depressione degli investimenti, del lavoro e dei consumi.
Chi più di un uomo con una credibilità condivisa nel sociale, che in questi lunghi anni ha affrontato con determinazione le tematiche con i nostri editoriali nonché fatti di cronaca, potrebbe essere il vero ago della bilancia per affrontare un ‘Governo di salute pubblica’ congiunto formato da elementi di sinistra e destra in base alla forza espressa raggiunta con l’elettorato su un programma condiviso e soprattutto sottoscritto di sviluppo del territorio guardando alla Siracusa del futuro e risanando le finanze pubbliche del Vermexio che in caso contrario getterebbe nello sconforto il novello ‘asinello candidato’ sorretto da volenterose e improvvide liste dell’ultimo momento?
Riteniamo che la saggezza ci porta ha suffragare l’ipotesi del ‘Governo di salute pubblica’ con l’auspicio che possa essere condivisa dagli attori politici locali e dopo questo periodo amministrativo di salvezza, al via le danze politiche separate per la gestione futura del territorio.
Un sorriso,
Joe Bianca