In una risoluzione non legislativa, approvata mercoledì 25 novembre scorso con 553 voti favorevoli, 54 contrari e 89 astensioni, il Parlamento Europeo «condanna i tentativi dei governi di alcuni Paesi UE di ridurre al silenzio i media critici e indipendenti e di compromettere la libertà e il pluralismo dei media».
I deputati sono particolarmente preoccupati per lo stato dei media di servizio pubblico in alcuni Paesi, dove questi sono diventati «un esempio di propaganda filogovernativa».
Sottolineano che la libertà, il pluralismo e l’indipendenza dei media e la sicurezza dei giornalisti sono elementi fondamentali del diritto alla libertà di espressione e di informazione e sono essenziali per il funzionamento democratico dell’UE.
Il testo evidenzia che «la libertà dei media ha subito un deterioramento negli ultimi anni» e che «l’epidemia di Covid-19 ha aggravato tale deterioramento». Il Parlamento europeo osserva che «vi sono state, con sempre maggior frequenza, intimidazioni sistematiche con l’obiettivo di mettere a tacere i giornalisti».
Invita inoltre le personalità pubbliche ad astenersi dal denigrare i giornalisti e pone l’accento sull’obbligo giuridico di indagare su tutti gli attacchi contro questi ultimi e pertanto dovrebbero beneficiare di ulteriori misure di salvaguardia.
Scrive Corrado Piccione che il mondo del giornalismo siracusano è stato sempre caratterizzato da una spiccata vivacità. E i fatti gli danno ragione. C’è stata sempre una gran vivacità in questo microcosmo.
La diffusione della informazione on line pone oggi altri problemi. E non di poco peso. Questi problemi si possono riassumere in tre parole: regolamentare la rete. Il che vuol dire, in buona sostanza, non certo limitare la libertà di espressione in rete bensì associare al concetto ed alla esigenza di libertà il concetto e la esigenza di responsabilità, oltre che di tutela della fascia più debole di utenza.
«La mia libertà finisce dove comincia la tua» dicevano già i padri del diritto romano. Ma forse questo concetto si è sbiadito dopo 2500 anni.
E Jorge Luis Borges diceva: «Noi siamo la nostra memoria», e noi la prendiamo a prestito per comunicarvi che il web dà alla luce un nuovo sito, inedito «Valore Siracusa», che rispetta i canoni dei contenuti radicati sul territorio. Nasce il sito internet «joebianca.it» il mio pseudonimo datomi dal Ennio Celant, primo direttore del quotidiano «Il Diario» nel 1976 allorchè 18enne iniziavo a curare la pagina culturale, la famosa terza pagina, affidandomi un incarico gravoso ma entusiasmante. Ma ahimè la collaborazione fu breve e nel volgere di pochi mesi mi ritrovai a Palermo a proseguire gli studi e frequentare la facoltà di Architettura, con sede in via Maqueda. Provavo profonda sofferenza nel vivere quello stato d’animo che aveva il sapore di rammarico di lasciare quella collaborazione voluta dal direttore Celant, sempre elegante ed estremamente intelligente, un uomo forse di altra pasta e di alto lignaggio per una città difficile e strana come Siracusa dai rapporti umani poco curati.
Per carità, non è l’eroismo che si chiede, in generale, agli operatori della informazione. E’ la correttezza. E’ la oggettività. Senza condizionamenti.
Un’altra cosa va detta in estrema sintesi e, ovviamente, per linee generali: con questo mestiere non si fanno «piccioli» ma solo spiccioli, ai quali si possono aggiungere delle emozioni e l’amore profondo per la città.
E’ un’eccezione il caso di «Libertà Sicilia», che vive e opera dal 1987, in assoluta indipendenza, grazie al sacrificio dei suoi preziosi collaboratori e di pochi, pochissimi, altri. Ma c’è tanto, tantissimo da fare per la città. E sarebbe ora di scuotere le coscienze del popolo siracusano. La libertà di confronto, ma anche il rifiuto dello scontro. E’ infatti sul confronto delle idee che si sostanzia l’essere umano. Cari amici diamoci appuntamento sul sito «joebianca.it» dove potete darci le vostre impressioni e indicarci la strada maestra per accrescere lo sviluppo delle città.
Di fronte a sfide sempre più complesse, occorre essere audaci e innovativi nel percorso di progettazione e sperimentare nuovi servizi e prodotti. Per questo innovare e risolvere la problematica urbana significa:
• conoscere a fondo il territorio e le sue criticità, impegnandosi ad intervenire con un approccio audace e creativo;
• utilizzare creatività e immaginazione per progettare, fare prototipi e testare in un vero e proprio ambiente urban;
• aumentare e trasferire le novità che per cittadini e utenti costituiscono un valore aggiunto.
Per concludere le nuove politiche rappresentano un’occasione da non perdere in quanto a innovazione per lo sviluppo sostenibile urbano per la Siracusa del domani.
Un sorriso,
Joe Bianca