Il valore degli uomini si misura dal comportamento e dal numero delle parole inutili che dicono. Più ne dicono e meno valgono. Parole inutili sono quelle non aggiungono nulla, né da senno né da burla, alla conversazione in cui entrano.
Ci riferiamo al presunto sindaco di Siracusa, Francesco Italia, che con il suo comportamento superficiale tenderebbe a mandare in aria l’emendamento dell’onorevole Prestigiacomo, cioè il Decreto Sostegni bis che sana un percorso nato male con la legge Calenda che prevedeva “l’accorpamento” delle camere di commercio secondo criteri di Area Vasta e pattizi.
Il sindaco anziché dissentire all’invito di altri suoi colleghi per ridare dignità alla Camera di Commercio di Siracusa accorpandosi con Ragusa, ha aderito di procedere lungo l’unica strada che al momento appare per lui possibile, quella del ritorno al passato ripristinando quindi gli accorpamenti tra Catania – Ragusa e Siracusa da un lato e Agrigento – Caltanissetta e Trapani dall’altro.
Lo affermano in una lettera al ministro per lo Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti i sindaci dei territori interessati, Peppe Cassì per Ragusa, Francesco Italia per Siracusa, Roberto Gambino per Caltanissetta, Francesco Micciché per Agrigento e Giacomo Tranchida per Trapani.
«La super Camera di Commercio che si vuole creare attraverso l’emendamento al Decreto ‘Sostegni Bis’ – dicono i cinque sindaci nella lettera, inviata anche al presidente della Commissione Bilancio alla Camera Fabio Melilli e al presidente della Regione Nello Musumeci – rappresenta un conglomerato che nulla aggiunge alla necessità di fornire un supporto alle imprese presenti nei nostri territori.
Unire le realtà territoriali di Ragusa e Siracusa con Caltanissetta, Agrigento e Trapani determinerebbe uno scompenso operativo destinato a creare danni alle attività produttive quando, invece, in questo momento il nostro unico pensiero dovrebbe essere quello di sostenere le economie locali».
«Come si sa, su proposta di Stefania Prestigiacomo, prima firmataria, e dei deputati Minardo, Ficara, Scerra e Raciti, nel decreto sostegni bis è stato inserito un comma che ha previsto lo scorporo di Siracusa e Ragusa dalla Camera di Commercio di Catania e la creazione di una nuova Camera che mettesse le due province scorporate insieme a Caltanissetta, Agrigento e Trapani (ovviamente in modo temporaneo fino all’ottenimento di una quinta Camera per la Sicilia).
In molti si sono battuti in questi anni con altre Camere di Commercio che non hanno condiviso fin dall’inizio lo spirito di questa legge nata male e applicata ancor peggio con strascichi giudiziari.
L’Unioncamere Sicilia lo scorso 30 novembre scorso, aveva approvato un deliberato nel quale si scagliava contro un emendamento presentato alla Camera dall’onorevole Stefania Prestigiacomo che intende regolare le norme sui commissari delle Camere di Commercio.
Il deliberato si rivolgeva al Governo nazionale, ai deputati della quinta commissione della Camera dei Deputati e al Presidente della Regione Siciliana. Veniva inviato anche a una grande platea di ulteriori soggetti istituzionali.
L’obiettivo di Unioncamere era quello di riaprire la discussione sul nuovo assetto camerale in Sicilia che è stato definito per legge. Obiettivo legittimo pur se non condivisibile nel merito e nel metodo.
Ma la cosa che francamente appare curiosa è che in quel testo, inviato in luoghi istituzionali così elevati, vi sono interi passaggi espressi con assoluta sicurezza e poi clamorosamente smentiti dai fatti.
Nel deliberato di Unioncamere si leggeva infatti che le «associazioni di categoria e sindacali erano assolutamente contrarie a modificare il vigente assetto territoriale delle Camere di Commercio …».
Poi sono arrivate le reazioni e la verità è venuta a galla. In una sola giornata sono intervenuti con due diversi documenti per dare sostegno al nuovo assetto e per contestare pesantemente l’affermazione di Unioncamere le seguenti organizzazioni regionali e locali: Casartigiani Sicilia, Confcooperative Sicilia, Claai Sicilia, Confartigianato Sicilia, CNA Sicilia, Legacoop Sicilia, Confesercenti Sicilia, e ancora Confindustria Catania e Siracusa, e quasi tutte le organizzazioni datoriali delle province di Catania, Siracusa e Ragusa. Quindi, quando Unioncamere parlava della “volontà espressa unanimemente”, non si riferiva a fatti conclamati ma al più a semplici speranze, peraltro rivelatesi vane. Si è trattato quindi di semplice incapacità di leggere la realtà.
Ci chiediamo cosa abbia indotto il sindaco Italia incapace a firmare una lettera che è controcorrente alle attività locali, tutto l’opposto di quello che scrive, è un bugiardo: il decreto sostegni bis «determinerebbe uno scompenso operativo destinato a creare danni alle attività produttive quando, invece, in questo momento il nostro unico pensiero dovrebbe essere quello di sostenere le economie locali».
Italia sconfessato. I documenti delle organizzazioni datoriali chiedono una rapida applicazione delle nuove norme sono chiarissimi. Il documento delle organizzazioni datoriali di Catania, Siracusa e Ragusa dichiara testualmente la “piena convinzione della necessità di attuare celermente quanto previsto dal DL Sostegni ormai Legge dello Stato”.
E il documento delle organizzazioni datoriali regionali dichiara “pur auspicando anche una futura revisione del numero complessivo delle Camere siciliane, che le modifiche apportate alla legge rispondono ad una problematica effettivamente esistente nell’attuale sistema camerale siciliano”.
Vi era dunque quasi il rischio che l’unanimità fosse dalla parte della Prestigiacomo e delle sue proposte.
Ma la domanda che viene spontaneo porsi è perché? Perché il sindaco Italia ha firmato quella lettera congiunta che si è dimostrata così palesemente non veritiera tanto che quasi tutte le categorie imprenditoriali hanno ritenuto di doverle smentire?
Una lettera inconsistente votato da 5 sindaci i quali decadranno dal loro ruolo.
L’abbiamo sempre sostenuto fin dal suo insediamento a palazzo Vermexio nel 2018, che quest’uomo non era all’altezza per Siracusa, va controcorrente agli interessi del territorio. Da tre anni conduciamo battaglie contro l’attuale Amministrazione; avevamo visto bene, tanto che anche la società civile e i partiti ex alleati dal presunto sindaco si sono ricreduti ed hanno preso tutti le distanze.
Solo Italia Viva, nonostante sia in disaccordo con il modus operandi del sindaco, su facebook l’ex sindaco Giancarlo Garozzo, che ha sostenuto il soggetto, avrebbe postato: «In molti in questi giorni, mi chiedono come mai Italia Viva non abbia mai chiesto le dimissioni del Sindaco. Ebbene lo scriverò qui sperando di essere chiaro ed esaustivo.
«Oggi tutti comuni compreso quello di Siracusa, hanno la possibilità di attingere a una valanga di finanziamenti (Pnrr) miliardi di euro, cosa più unica che rara. Se oggi si dimettesse questo Sindaco, dal quale per intenderci non mi aspetto nulla di significativo ne per competenze ne per rapporti politici/istituzionali, si andrebbe a votare a giugno 2022 (pandemia permettendo), in questi sei mesi di vuoto, arriverebbe un commissario nominato dalla regione, che non conosce Siracusa e non ne conosce le priorità, sono convinto che il danno sarebbe enorme. E allora su cosa confido?
Confido in un paio di persone presenti in giunta che proprio sulla sfida del Pnrr, nonostante il “Sindaco”, possono davvero dare un contributo significativo al fine di attingere a tali fondi. Bisogna provare e crederci, inutile lamentarsi, da siracusano spero riescano a fare il massimo. Ma anche se non riusciranno a fare il massimo faranno certamente di più di un commissario nominato dalla regione. Motivo per cui noi dimissioni non ne chiediamo».
Noi dissentiamo categoricamente da questa opinione, in quanto, ci chiediamo, come riesce il sindaco a portare in porto progetti finanziati dal Pnrr, quanto lo stesso in questi ultimi mesi ha perduto quelli delle periferie 28 Mln di euro ed altri ecc. (a tempo debito faremo un excursus dei finanziamenti perduti dal soggetto sul territorio). A questo punto meglio le dimissioni del soggetto e l’arrivo di un commissario, i partiti potrebbero coalizzarsi ed essere proponenti con progetti seri per la città. La sventura di questa città è di avere persone sbagliate nei posti giusti.
Un sorriso,
Joe Bianca